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I doveri particolari dei mariti verso le loro mogli
Dal puritano Richard Baxter (1615–1691).
Chi si aspetta dovere o conforto dalla propria moglie deve essere fedele nel compiere il dovere di marito. Il vostro venir meno al vostro dovere può causare il venir meno di un’altra persona verso di voi, o almeno affliggervi altrettanto in qualche altro modo, e alla fine vi sarà più amaro che se cento persone mancassero al loro dovere verso di voi. Un buon marito renderà buona la moglie, oppure sopporterà facilmente e con profitto una moglie cattiva. Vi darò dunque istruzioni riguardo alla vostra parte del dovere, poiché è ciò che più riguarda la vostra felicità.
Indicazione I. Il marito deve assumere la parte principale del governo di tutta la famiglia, perfino della moglie stessa. Perciò, I. deve impegnarsi a essere idoneo e capace per quel governo che assume. Questa capacità consiste: 1. Nella santità e nella sapienza spirituale, affinché conosca il fine verso il quale deve condurli, la regola secondo la quale deve guidarli e le opere principali che essi devono compiere. Un uomo empio e irreligioso è insieme estraneo e nemico alla parte principale del governo familiare. 2. La sua capacità consiste in una debita conoscenza delle opere della sua vocazione e dei lavori nei quali i suoi servitori devono essere impiegati. Infatti chi è del tutto ignaro del loro lavoro sarà molto inadatto a governarli in esso, a meno che non affidi quella parte del loro governo alla moglie o a un amministratore che ne abbia conoscenza. 3. Deve inoltre conoscere sia il temperamento comune e le infermità dell’umanità, affinché sappia quanto si debba sopportare, sia il temperamento particolare, i difetti e le virtù di coloro che deve governare. 4. Deve avere prudenza, per dirigere se stesso in tutto il suo comportamento verso di loro; giustizia, per trattare ciascuno secondo ciò che merita; e amore, per fare loro tutto il bene che può, quanto all’anima e al corpo. II. Ed essendo così capace, deve farne la sua opera quotidiana, e soprattutto assicurarsi di governare bene se stesso, affinché il suo esempio sia parte del suo governo sugli altri.
Indicazione II. Il marito deve unire autorità e amore in modo tale che nessuno dei due sia omesso o nascosto, ma che entrambi siano esercitati e mantenuti. L’amore non deve essere esercitato in modo così imprudente da distruggere l’esercizio dell’autorità; e l’autorità non deve essere esercitata sopra una moglie in modo così magistrale e imperioso da distruggere l’esercizio dell’amore. Come il vostro amore deve essere un amore che governa, così tutti i vostri comandi devono essere comandi amorevoli. Non perdete la vostra autorità, perché ciò non farebbe che rendervi incapaci di svolgere l’ufficio di marito verso vostra moglie, o di padrone verso i vostri servitori. Tuttavia essa non deve essere mantenuta con alcun mezzo incompatibile con l’amore coniugale; e dunque non con ferocia o crudeltà, con minacce o percosse — a meno che, per alienazione mentale o perdita della ragione, ella cessi di essere capace del trattamento altrimenti dovuto a una moglie. Vi sono molti casi di uguaglianza nei quali l’autorità non deve essere esercitata; ma non vi è alcun caso di disuguaglianza o indegnità così grande in cui l’amore coniugale non debba essere esercitato; perciò nulla deve escluderlo.
Indicazione III. È dovere dei mariti preservare l’autorità delle loro mogli sui figli e sui servitori della famiglia. Infatti esse sono con loro governatrici congiunte sopra tutti gli inferiori. E le debolezze delle donne spesso tendono a esporle al disprezzo, così che servitori e figli saranno inclini a trascurarle e a disubbidire loro, se il marito non interviene per preservarne l’onore e l’autorità. Tuttavia questo deve essere fatto con cautele come queste: 1. Non giustificate alcun errore, vizio o debolezza delle vostre mogli. Possono essere nascosti o scusati per quanto possibile, ma mai riconosciuti come giusti o difesi. 2. Non esigete ubbidienza ad alcun loro comando illecito. Nessuno ha autorità di contraddire la legge di Dio, né di sciogliere alcuno da alcuna forma del Suo governo. Non farete che diminuire la vostra stessa autorità presso persone dotate di qualche intendimento, se giustificate qualcosa che è contro l’autorità di Dio. Ma se la cosa comandata è lecita, sebbene possa avere qualche inconveniente, dovete rimproverare la disubbidienza degli inferiori e non permettere che essi disprezzino i comandi delle vostre mogli, né che pongano la propria ragione e volontà contro di essi dicendo: “Non lo faremo.” Come potranno aiutarvi nel governo, se permettete che siano disubbidite?
Indicazione IV. Dovete anche preservare l’onore delle vostre mogli, oltre alla loro autorità. Se hanno qualche infermità disonorevole, essa non deve essere menzionata dai figli e dai servitori. Come nel corpo naturale copriamo con maggiore cura le parti più disonorevoli, poiché le parti decorose non ne hanno bisogno (1 Corinzi 12:23-24), così deve essere qui. Ai figli o ai servitori non si deve permettere di comportarsi verso di loro con disprezzo o rozzezza, né di disprezzarle o rivolgere loro parole sconvenienti, superbe o sprezzanti. Il marito deve difenderle da ogni tale offesa e disprezzo.
Indicazione V. Il marito deve eccellere sulla moglie in conoscenza ed essere il suo maestro nelle cose che appartengono alla salvezza. Deve istruirla nella Parola di Dio, guidarla nei doveri particolari, aiutarla a sottomettere le proprie corruzioni e adoperarsi per confermarla contro le tentazioni. Se ella dubita di qualcosa che egli può risolvere, deve chiedere il suo giudizio, ed egli deve spiegarle in casa le cose che ella non ha compreso nell’assemblea, 1 Corinzi 14:35. Ma se il marito è davvero uno stolto ignorante, o si è reso incapace di istruire la moglie, ella non è tenuta a chiedergli invano che le insegni ciò che egli stesso non comprende. Quei mariti che disprezzano la Parola di Dio e vivono in ignoranza volontaria non disprezzano soltanto le proprie anime, ma anche le loro famiglie; e rendendosi incapaci dei propri doveri, di solito sono essi stessi disprezzati dai loro inferiori. Infatti Dio ha detto a tali persone nel Suo messaggio a Eli, 1 Samuele 2:30: “Io onoro quelli che mi onorano ma quelli che mi disprezzano saranno pure disprezzati.”
Indicazione VI. Il marito deve essere il principale maestro della famiglia. Deve istruirli, esaminarli e governarli nelle cose di Dio, come anche nel proprio servizio, e vigilare affinché il giorno del Signore e il culto siano osservati da tutti quelli che sono entro le sue porte. Perciò deve adoperarsi per avere tale intendimento e capacità quali sono necessari a questo. E se è incapace o negligente, ciò è il suo peccato e sarà la sua vergogna. Se la moglie è più saggia e più capace, e ciò ricade su di lei, è suo disonore; ma se nessuno dei due lo fa, il peccato, la vergogna e la sofferenza saranno comuni a entrambi.
Indicazione VII. Il marito deve essere la bocca della famiglia nelle loro preghiere quotidiane congiunte a Dio. Perciò deve essere capace di pregare e avere anche un cuore dedito alla preghiera. Deve essere, per così dire, il sacerdote della casa; e perciò dovrebbe essere il più santo, affinché sia adatto a stare tra loro e Dio e a offrire a Lui le loro preghiere. Se questo ricade sulla moglie, sarà suo disonore.
Indicazione VIII. Il marito deve essere, ordinariamente, il principale provveditore della famiglia. Si presuppone che egli sia il più capace quanto a mente e corpo, e che sia il principale amministratore dei beni. Perciò deve avere cura particolare che moglie e figli non manchino di nulla di ciò che è adatto a loro, per quanto egli possa procurarlo.
Indicazione IX. Il marito deve essere il più forte nella pazienza familiare, sopportando le debolezze e le passioni della moglie; non in modo da fare poco conto di alcun peccato contro Dio, ma in modo da non fare una questione di ogni fragilità come se fosse contro di sé, e così preservare l’amore e la pace, che devono essere come il temperamento naturale della loro relazione.
Indicazione X. Anche il modo in cui tutti questi doveri sono compiuti deve essere attentamente considerato. Come: 1. Che siano compiuti con prudenza, e non con stoltezza, precipitazione o sconsideratezza. 2. Che tutto sia fatto con amore coniugale e tenerezza, come verso colei che è delicata e il vaso più debole; e che egli non insegni, comandi o rimproveri una moglie nello stesso modo imperioso in cui lo farebbe con un figlio o con un servitore. 3. Che sia mantenuta la dovuta familiarità, e che egli non si tenga distante ed estraneo dalla moglie. 4. Che l’amore sia fiducioso, senza sospetti vili e gelosie senza motivo. 5. Che tutto sia fatto con mansuetudine, e non con passione, asprezza e durezza. 6. Che non vi sia alcun ingiusto e immotivato nascondimento di segreti che dovrebbero essere comuni a entrambi. 7. Che non vi sia alcuna stolta rivelazione a lei di segreti che potrebbero diventare per lei un laccio e che ella non è capace di sopportare o custodire. 8. Che nessuna delle loro questioni proprie, che dovrebbero essere tenute segrete, sia resa nota ad altri. Il suo insegnarla e rimproverarla dovrebbe avvenire per la maggior parte in segreto. 9. Che egli sia costante e non si stanchi del suo amore o del suo dovere. Questo, in breve, quanto alla materia.
Estratto dal Capitolo VIII di Economia cristiana di Baxter, contenuto nel suo libro A Christian Directory, stampato per la prima volta nel 1673 e ristampato da Soli Deo Gloria nel 1990.