SOLENNE APPELLO DI CAPODANNO AI PASTORI, AGLI INDECISI, AI PECCATORI E AI TRAVIATI

PECCATORI

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SOLENNE APPELLO DI CAPODANNO AI PASTORI, AGLI INDECISI, AI PECCATORI E AI TRAVIATI

James Smith, 1855

L’inizio di un nuovo anno ci chiama alla riflessione, al ravvedimento e alla riforma. Dovremmo…
riflettere sul passato,
ravvederci nel presente e
mirare alla riforma per il futuro.

Se riflettiamo rettamente, ci ravvedremo sinceramente; e
se ci ravvediamo sinceramente, ci riformeremo immediatamente.

«Investiguiamo le nostre vie, e ricerchiamole, e ritorniamo al Signore.»

Il tempo che fugge grida: rifletti;
l’eternità che si avvicina grida: ravvediti;
e il Dio del tempo e dell’eternità grida: riformati.

Ma chi può sopportare una riflessione attenta e seria sul passato? Essa richiede…
onestà di cuore,
determinazione di spirito e
zelo per la gloria divina.

Non è cosa da poco riflettere sui…
peccati commessi,
atti di misericordia ricevuti,
doveri trascurati,
favori concessi,
opportunità perdute
e atti di bontà manifestati.

Ma se non riflettiamo, non ci ravvedremo;
se non ci ravvediamo, non cammineremo umilmente con Dio;
se non camminiamo umilmente con Dio, non saremo felici;
e se non siamo felici, non faremo onore alla nostra professione di fede.

Lettore, sei un cristiano? Se è così, prendi il primo quarto d’ora libero che avrai e ritirati tranquillamente per riflettere sull’anno trascorso. Pensa ai suoi dodici mesi, alle sue cinquantadue domeniche, ai suoi trecentosessantacinque giorni. Sfoglia il libro dei ricordi e vedi se riesci a contare…
le misericordie che hai ricevuto;
i mali dai quali sei stato preservato;
le tentazioni alle quali sei sfuggito;
i peccati che hai commesso;
le opportunità di fare o ricevere del bene;
e i privilegi per mezzo dei quali sei stato distinto.

Domandati…
quale uso hai fatto dei tuoi talenti,
quali motivi hanno influenzato la tua condotta,
di quale utilità sei stato nella Chiesa,
quale bene hai fatto al mondo e
quale onore hai recato al Signore Gesù Cristo.

Ahimè! Chi di noi può ripercorrere il terreno sul quale ha camminato durante l’anno trascorso senza essere coperto di vergogna e confusione? Fratelli,
consideriamo seriamente il passato,
confessiamo poi di cuore le nostre trasgressioni al Signore,
ricorriamo alla fonte sempre aperta
e non riposiamoci finché lo Spirito Santo non renda dentro di noi testimonianza che tutti i nostri peccati sono stati perdonati.

Sei un ministro di Cristo, il pastore di una delle Sue Chiese? Se è così, dammi la mano e insieme esaminiamo seriamente le nostre anime davanti a Dio. Le cose nelle Chiese non sono come dovrebbero essere o come sono state in passato. Quale parte della colpa appartiene a noi? Non evitiamo la domanda e non cerchiamo di gettare tutta la colpa sul popolo. Potremmo essere in errore proprio nella cosa nella quale ci immaginiamo di avere più ragione.

Abbiamo considerato seriamente il basso stato delle nostre Chiese?

Ne siamo adeguatamente colpiti?

Abbiamo esaminato i nostri cuori al riguardo?

Il nostro spirito e il nostro temperamento sono amabili?

La nostra predicazione è chiara, affettuosa e scritturale?

I nostri motivi sono puri?

Nei nostri sermoni miriamo soltanto alla salvezza dei peccatori, all’edificazione dei santi e alla gloria di Dio?

Sentiamo la nostra solenne responsabilità?

Ci rendiamo conto della nostra dipendenza dalla persona e dal ministero dello Spirito Santo?

Siamo rivestiti di umiltà davanti a Dio?

Trattiamo fedelmente con le anime?

Nella nostra opera pubblica, il nostro affetto è evidente quanto la nostra fedeltà?

Predichiamo in modo da lasciare nella mente dei nostri ascoltatori l’impressione che desideriamo sinceramente fare loro del bene?

Amiamo il nostro popolo come dovremmo?

Lo visitiamo come dovremmo?

Vegliamo su di esso come coloro che devono rendere conto?

Sentiamo per i peccatori come dovremmo e soffriamo le doglie per loro finché Cristo non sia formato in loro?

Ci siamo vantati troppo o abbiamo riposto fiducia nelle nostre capacità anziché in Dio?

Siamo afflitti perché la causa di Dio si trova in difficoltà?

Queste sono domande serie. Se ne potrebbero porre molte altre. Una loro seria considerazione, con applicazione personale, non può farci alcun male. Piangiamo sul passato, cerchiamo una comunione più stretta con Dio e maggiori comunicazioni da Dio; perché, in fin dei conti, soltanto ciò che viene da Dio produce veramente del bene. È la Sua propria Parola che Dio benedice. Se la nostra predicazione fosse più apostolica, vi è motivo di concludere che lo sarebbe anche il nostro successo. Oh, poter predicare proprio ciò che predicavano loro e proprio come lo predicavano loro!

Sei un ascoltatore del Vangelo ancora indeciso?

Da quanto tempo siedi sotto la sua predicazione?

Quanti sermoni hai udito?

Quante convinzioni hai sentito?

Quante decisioni hai formulato?

Quante volte ti sei tirato indietro proprio mentre stavi per decidere?

Considera attentamente queste domande.

Indeciso! Come? E vuoi entrare in un nuovo anno in questo stato, quando forse sarà il tuo ultimo anno? Perché, riguardo a te, potrebbe essere già uscito il decreto: «Quest’anno stesso morirai!»

E supponiamo che tu muoia: quale sarà la conseguenza? Gesù ha detto: «Chi non è con me è contro di me». Se non sei Suo amico, allora sei Suo nemico. Se non sei un figlio di Dio, allora sei nemico di Dio.

«Fino a quando zoppicherete voi dai due lati?»

Che cosa puoi guadagnare rimandando? Più a lungo vivi nell’indecisione…
più il peccato indurirà il tuo cuore,
più il mondo avrà potere su di te,
più efficacemente Satana ti prenderà nel suo laccio,
finché forse potresti diventare un’illustrazione vivente di ciò che disse il profeta:

«Può l’Etiope mutare la sua pelle, o il leopardo le sue macchie? Allora potreste anche voi fare il bene, essendo avvezzi a fare il male.»

Perché non arrenderti subito? Perché non fare della resa di te stesso a Dio il tuo primo compito in questo nuovo anno? Non sei forse un peccatore, e non lo senti? Gesù non è forse un Salvatore, e non hai bisogno di Lui? Non ha Egli invitato quelli come te a venire a Lui e promesso che non li caccerà mai fuori?

Va’ dunque, gettati ai Suoi piedi, appellati alla Sua misericordia, invoca la Sua promessa, affidati alla Sua opera perfetta e troverai pace con Dio. Fatto questo, va’ e sii battezzato nel Suo nome, unisciti al Suo popolo, lavora per la Sua gloria, cammina con Lui in comunione e il Cielo coronerà il tuo cammino.

Ma se queste righe fossero lette da un peccatore indifferente e sconsiderato, che cosa posso dirti? Mio povero fratello sconsiderato, pensa! Pensa…
al valore della tua anima,
a ciò che il peccato merita,
alla brevità del tempo,
all’incertezza della vita,
al tuo bisogno di un Salvatore,
alla perfetta adeguatezza di Gesù al tuo caso,
alla Sua prontezza a riceverti,
alla follia di scherzare con la Sua Parola
e alla terribile conseguenza di morire nel tuo peccato!

Abbi cura della tua anima, anche se non hai cura di nient’altro. Ricorda: una volta perduta, sei perduto per sempre! Se la tua anima sarà perduta, la causa saranno il tuo proprio peccato e la tua follia. Nessuno può perderla al posto tuo. La colpa ricadrà eternamente su te stesso.

Comincia quest’anno cercando il Signore. Egli parla a te quando dice per mezzo del Suo servo:

«Lasci l’empio la sua via, e l’uomo iniquo i suoi pensieri; e convertasi al Signore, ed Egli avrà pietà di lui; e al nostro Dio, perciocché Egli è largo in perdonare.»

Forse gli occhi di un traviato passeranno su questa pagina. Se è così, lascia che ti supplichi affettuosamente, mio povero fratello caduto: comincia quest’anno ritornando al tuo Dio. Va’ e ritorna al tuo primo marito, perché allora stavi meglio di adesso. Sei caduto a causa della tua iniquità, ma Dio ti comanda di prendere con te delle parole e di ritornare a Lui.

Egli dice: «Soltanto riconosci la tua iniquità».

Tutto ciò che ti chiede è di confessare ed essere perdonato, di riconoscere ed essere benedetto da Lui. Egli aspetta per farti grazia. Non potrai mai essere felice, non avrai mai pace, finché non ritorni. Non dubitare del Suo amore. Non temere di essere respinto.

Gettati ai Suoi piedi,
invoca ciò che Gesù ha sofferto,
piangi sulle follie del tuo passato,
cerca la grazia che ristora,
e questo sarà uno degli anni più felici della tua vita.

Arrendiamoci tutti più pienamente e senza riserve al Signore. Facciamo della Sua gloria l’attività principale delle nostre vite. Non viviamo per noi stessi, ma per Colui che è morto per noi ed è risuscitato.

Finché viviamo, sia nostro scopo manifestare ed esaltare Cristo; e allora morire sarà per noi un guadagno eterno.

Cerchiamo la salvezza dei peccatori con più ardore, perseveranza e preghiera di quanto abbiamo mai fatto. Sforziamoci in ogni modo possibile di scuotere le Chiese dal loro attuale stato di sonnolenza; e non riposiamoci, né lasciamo che altri si riposino, finché le nostre cappelle non siano affollate, i nostri convertiti moltiplicati, le nostre aggiunte numerose e i nostri membri santi.

Rendiamoci conto del fatto che «il Signore degli eserciti è con noi; l’Iddio di Giacobbe è il nostro alto ricetto»; che «la Sua mano non è raccorciata, per non poter salvare; né il Suo orecchio aggravato, per non poter udire»; che Egli ci dice:

«Apri la tua bocca, ed io l’empirò!»

e:

«Non avete, perché non domandate, oppure perché domandate male. Domandate e riceverete, affinché la vostra allegrezza sia compiuta.»

Amati, lo scrittore augura a tutti voi un Anno Nuovo santo, felice e fruttuoso!

Posso anche uniformare tutti i versetti a una specifica versione italiana della Bibbia, come la Diodati o la Nuova Diodati.

 

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