Ricordatevi della Moglie di Lot

Moglie

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Ricordatevi della Moglie di Lot

J. C. Ryle (1816–1900)

Pochi avvertimenti nella Scrittura sono più solenni di questo. Il Signore Gesù Cristo ci dice: «Ricordatevi della moglie di Lot» (Luca 17:32).

La moglie di Lot professava la religione: suo marito era un «uomo giusto» (2 Pietro 2:8). Ella lasciò Sodoma insieme a lui nel giorno in cui Sodoma fu distrutta; contravvenendo all’espresso comando di Dio, si voltò a guardare la città da dietro suo marito; fu colpita a morte all’istante e trasformata in una statua di sale. E il Signore Gesù Cristo la presenta alla Sua Chiesa come un segnale d’avvertimento. Egli dice: «Ricordatevi della moglie di Lot».

È un avvertimento solenne, quando pensiamo alla persona che Gesù nomina. Egli non ci ordina di ricordare Abrahamo, Isacco, Giacobbe, Sara, Anna o Ruth. No: sceglie una persona la cui anima fu perduta per sempre. Egli ci grida: «Ricordatevi della moglie di Lot».

È un avvertimento solenne, quando consideriamo l’argomento di cui Gesù sta parlando. Egli parla della Sua seconda venuta per giudicare il mondo; descrive la terribile condizione di impreparazione nella quale molti saranno trovati. Quando dice: «Ricordatevi della moglie di Lot», ha in mente gli ultimi giorni.

È un avvertimento solenne, quando pensiamo alla Persona che lo pronuncia. Il Signore Gesù è pieno d’amore, misericordia e compassione. Egli è Colui che non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante. Poté piangere su Gerusalemme incredula e pregare per gli uomini che Lo crocifissero; eppure persino Lui ritiene opportuno dare questo solenne avvertimento e ricordarci le anime perdute. Persino Lui dice: «Ricordatevi della moglie di Lot».

È un avvertimento solenne, quando pensiamo alle persone alle quali fu rivolto per la prima volta. Il Signore Gesù parlava ai Suoi discepoli. Non si rivolgeva agli scribi e ai farisei che Lo odiavano, ma a Pietro, Giacomo, Giovanni e a molti altri che Lo amavano; eppure ritiene opportuno rivolgere persino a loro un ammonimento. Anche a loro dice: «Ricordatevi della moglie di Lot».

È un avvertimento solenne, quando consideriamo il modo in cui fu dato. Egli non dice semplicemente: «Guardatevi dal seguirla; badate di non imitarla; non siate come la moglie di Lot». Usa una parola diversa: dice: «Ricordatevi». Parla come se tutti noi fossimo in pericolo di dimenticare l’argomento; scuote la nostra memoria indolente; ci ordina di tenere questo caso davanti alla mente. Egli grida: «Ricordatevi della moglie di Lot».

Parlerò dei privilegi religiosi dei quali godette la moglie di Lot.

Ai giorni di Abrahamo e Lot, la vera religione salvifica era rara sulla terra. Non vi erano Bibbie, ministri, chiese, opuscoli o missionari. La conoscenza di Dio era limitata a poche famiglie favorite; la maggior parte degli abitanti del mondo viveva nelle tenebre, nell’ignoranza, nella superstizione e nel peccato. Forse nemmeno una persona su cento aveva un esempio così buono, una compagnia così spirituale, una conoscenza così chiara e avvertimenti così espliciti come la moglie di Lot. Rispetto a milioni di altre creature del suo tempo, la moglie di Lot era una donna favorita.

Aveva per marito un uomo pio; aveva per zio acquisito Abrahamo, il padre dei fedeli. La fede, la conoscenza e le preghiere di questi due uomini giusti non potevano esserle sconosciute. È impossibile che abbia abitato per un certo periodo nelle tende insieme a loro senza sapere a chi appartenessero e chi servissero. Per loro la religione non era un fatto puramente formale; era il principio dominante della loro vita e la molla principale delle loro azioni. La moglie di Lot deve aver visto e conosciuto tutto questo. Non si trattava di un piccolo privilegio.

Quando Abrahamo ricevette per la prima volta le promesse, è probabile che la moglie di Lot fosse presente. Quando piantò la sua tenda fra Ai e Bethel, è probabile che ella fosse presente. Quando gli angeli vennero a Sodoma e avvertirono suo marito di fuggire, ella li vide; quando li presero per mano e li condussero fuori dalla città, ella fu tra coloro che aiutarono a fuggire. Lo ripeto ancora una volta: questi non erano piccoli privilegi.

Eppure quale buon effetto ebbero tutti questi privilegi sul cuore della moglie di Lot? Nessuno. Nonostante tutte le sue opportunità e tutti i mezzi di grazia; nonostante tutti gli avvertimenti particolari e i messaggi provenienti dal cielo, ella visse e morì priva della grazia, senza Dio, impenitente e incredula. Gli occhi del suo intelletto non furono mai aperti; la sua coscienza non fu mai realmente risvegliata e vivificata; la sua volontà non fu mai veramente condotta a uno stato di obbedienza a Dio; i suoi affetti non furono mai realmente rivolti alle cose di lassù. La forma di religione che possedeva veniva mantenuta per conformarsi alla consuetudine, non per convinzione interiore. Era un mantello indossato per compiacere le persone che la circondavano, non perché ne riconoscesse il valore. Faceva ciò che facevano gli altri intorno a lei nella casa di Lot; si conformava alle abitudini del marito; non si opponeva alla sua religione; si lasciava trascinare passivamente dietro di lui. Ma per tutto quel tempo il suo cuore non era retto agli occhi di Dio. Il mondo era nel suo cuore e il suo cuore era nel mondo. In questa condizione visse e in questa condizione morì.

Da tutto ciò vi è molto da imparare. Vedo qui una lezione della massima importanza per i nostri giorni. Voi vivete in tempi nei quali vi sono molte persone simili alla moglie di Lot. Venite e ascoltate la lezione che il suo caso è destinato a insegnare.

Imparate dunque che il semplice possesso di privilegi religiosi non salverà l’anima di nessuno. Potete avere vantaggi spirituali di ogni genere; potete vivere nella piena luce delle più ricche opportunità e dei più abbondanti mezzi di grazia; potete godere della migliore predicazione e dell’insegnamento più eccellente; potete abitare in mezzo alla luce, alla conoscenza, alla santità e alla buona compagnia. Tutto ciò può essere vero, eppure voi stessi potete rimanere inconvertiti ed essere infine perduti per sempre.

Non dubito che ad alcuni lettori questa dottrina sembri dura. So che molti immaginano di non aver bisogno d’altro che di privilegi religiosi per diventare cristiani convinti. Ammettono di non essere attualmente ciò che dovrebbero essere; ma sostengono che la loro situazione è molto difficile e che i loro ostacoli sono numerosi. Date loro un marito pio o una moglie pia; date loro compagni pii o un padrone pio; date loro la predicazione dell’Evangelo; date loro dei privilegi, e allora cammineranno con Dio.

È tutto un errore. È un inganno completo. Per salvare le anime occorre qualcosa di più dei privilegi. Joab era il capitano di Davide; Ghehazi era il servo di Eliseo; Dema era il compagno di Paolo; Giuda Iscariota era un discepolo di Cristo; e Lot aveva una moglie mondana e incredula. Tutti costoro morirono nei loro peccati. Scesero nella fossa nonostante la conoscenza, gli avvertimenti e le opportunità; e tutti ci insegnano che gli uomini non hanno bisogno soltanto di privilegi. Hanno bisogno della grazia dello Spirito Santo.

Apprezziamo i nostri privilegi religiosi, ma non appoggiamoci interamente su di essi. Desideriamo godere del loro beneficio in ogni circostanza della vita, ma non mettiamoli al posto di Cristo. Serviamocene con gratitudine, se Dio ce li concede, ma assicuriamoci che producano qualche frutto nel nostro cuore e nella nostra vita. Se non producono del bene, spesso producono un danno reale: cauterizzano la coscienza, accrescono la responsabilità e aggravano la condanna. Lo stesso fuoco che scioglie la cera indurisce l’argilla; lo stesso sole che fa crescere l’albero vivo dissecca l’albero morto e lo prepara a essere bruciato. Nulla indurisce il cuore dell’uomo quanto una sterile familiarità con le cose sacre. Lo ripeto ancora una volta: non sono soltanto i privilegi a rendere cristiane le persone, ma la grazia dello Spirito Santo. Senza di essa nessun uomo sarà mai salvato.

Chiedo a coloro che ai nostri giorni frequentano un ministero fedele di prestare molta attenzione a ciò che sto dicendo. Voi frequentate la chiesa del signor A o del signor B; pensate che sia un predicatore eccellente; vi dilettate nei suoi sermoni; non riuscite ad ascoltare nessun altro con lo stesso conforto; da quando frequentate il suo ministero avete imparato molte cose; considerate un privilegio essere tra i suoi ascoltatori. Tutto questo è molto buono. È un privilegio. Sarei grato se ministri come il vostro si moltiplicassero mille volte. Ma, dopo tutto, che cosa avete nel cuore? Avete già ricevuto lo Spirito Santo? In caso contrario, non siete in una condizione migliore della moglie di Lot.

Chiedo ai figli di genitori religiosi di prestare molta attenzione a ciò che sto dicendo. Essere figli di un padre e di una madre pii ed essere allevati in mezzo a molte preghiere è il più alto privilegio. È veramente una cosa benedetta ricevere l’insegnamento dell’Evangelo fin dalla più tenera infanzia e, dal primo momento in cui riusciamo a ricordare qualcosa, sentir parlare del peccato, di Gesù, dello Spirito Santo, della santità e del cielo. Ma, oh, badate di non rimanere sterili e infruttuosi nella luce di tutti questi privilegi! Guardatevi dal lasciare che i vostri cuori rimangano duri, impenitenti e mondani, nonostante i numerosi vantaggi di cui godete. Non potete entrare nel regno di Dio sulla base della religione dei vostri genitori. Dovete mangiare personalmente il pane della vita e avere nel vostro cuore la testimonianza dello Spirito. Dovete avere un ravvedimento vostro, una fede vostra e una santificazione vostra. Altrimenti non siete in una condizione migliore della moglie di Lot.

Prego Dio che tutti coloro che ai nostri giorni professano di essere cristiani prendano a cuore queste cose. Non dimentichiamo mai che i privilegi, da soli, non possono salvarci. La luce, la conoscenza, la predicazione fedele, gli abbondanti mezzi di grazia e la compagnia delle persone sante sono tutte grandi benedizioni e vantaggi. Felici coloro che li possiedono! Ma, dopo tutto, vi è una cosa senza la quale i privilegi sono inutili: quella cosa è la grazia dello Spirito Santo. La moglie di Lot aveva molti privilegi, ma non aveva la grazia.

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