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Regole e Direttive di Richard Baxter per i Doveri Familiari
Tradotto da PurelyPresbyterian
Mostrando come ciascuno debba comportarsi cristianamente, in modo conforme alla relazione nella quale Dio lo ha posto. Vi sono esposti il dovere, richiesto da Dio, dei genitori verso i figli e, similmente, il dovere dei figli verso i genitori; dei mariti verso le mogli e delle mogli verso i mariti; dei padroni verso i servitori e dei servitori verso i padroni. Un’opera di grande utilità, la cui seria applicazione stabilirebbe pace e prosperità in tutte le famiglie e promuoverebbe la potenza della pietà in tutta la nazione. È necessario che sia presente in ogni casa.
«Quanto a me e alla casa mia, serviremo l’Eterno» (Giosuè 24:15).
«A chi dispone bene la sua via, io mostrerò la salvezza di Dio» (Salmo 50:23).
Gli obblighi e il dovere richiesti da Dio ai genitori verso i figli nell’educarli alla pietà
Assicuratevi, anzitutto, di fare la vostra parte nel farli entrare fin dal principio nel Patto battesimale.
- Assicuratevi di essere voi stessi fedeli al Patto, poiché la promessa è fatta ai veri cristiani e alla loro discendenza (Efesini 2:13; Genesi 17:4, 13-14).
- Non pensate che il semplice fatto di essere figli di genitori pii costituisca tutta la condizione che dà loro diritto ai benefici del Patto: questa è soltanto la parte fondamentale. Dovete realmente dedicarli a Dio nel battesimo (Deuteronomio 29:11-12; Romani 11:16; Giovanni 3:2-5). Il figlio di un credente, realmente offerto o dedicato a Dio, è legittimamente idoneo a ricevere il battesimo e i suoi benefici.
- Insegnate loro, pertanto, a conoscere quale Patto abbiano fatto; e non cessate finché, raggiunta l’età adatta, non li avrete condotti ad acconsentirvi sinceramente essi stessi. Portateli quindi dal ministro della Chiesa, affinché riconoscano solennemente il Patto stipulato nel loro battesimo e siano così ammessi regolarmente nel numero dei membri adulti comunicanti.
Insegnate loro le parole del Patto (2 Timoteo 1:13), come pure il Credo, la Preghiera del Signore, i Comandamenti e il Catechismo. Insegnate loro il significato di queste cose e come metterle tutte in pratica. Adoperatevi per infondere in loro la massima riverenza verso Dio e le Sacre Scritture; quindi mostrate loro la Parola di Dio a sostegno di tutto ciò che volete insegnare loro a conoscere o a fare.
Non parlate mai con loro di Dio e delle cose sante se non con la massima gravità e riverenza; perché, una volta abituati a disprezzare, scherzare o giocare con le cose sante, saranno induriti e rovinati. Chiedete loro spesso conto di ciò che sanno e di ciò che fanno, tanto nella condotta pubblica quanto in quella segreta. Non abbandonateli negligentemente a se stessi, ma sorvegliateli attentamente.
Usate tutta la vostra capacità e diligenza, con le parole e con le azioni, per far apparire ai loro occhi la vita santa per quello che è: la vita più onorevole, vantaggiosa, sicura e piacevole del mondo, affinché diventi la loro gioia costante. Rendete loro piacevoli le cose buone e impedite che considerino la religione gravosa, spiacevole o inutile.
Cominciate dalle parti più facili, come le storie della Scrittura, e passate poi alla storia della Chiesa. Fate leggere loro le Vite degli uomini santi, scritte dal signor Samuel Clark, e il suo Martirologio; le vite del signor Bolton, del signor Joseph Allir e del signor Janeway; e il Teatro dei giudizi di Dio del dottor Beard. Parlate loro molto delle virtù degli uomini santi antichi e recenti. Spiegate loro ampiamente le ricchezze della grazia e le gioie della gloria. Esercitateli molto nei Salmi e nella lode di Dio.
Parlate spesso con loro della vergogna della sensualità, dell’orgoglio e della mondanità. Dite loro che l’orgoglio è il peccato del Diavolo, quello che lo fece precipitare dal Cielo. Quando altri parleranno loro di ricchezze, onori e promozioni, dite loro che queste sono le esche del Diavolo, con le quali cerca di attirarli e di sottrarre il loro cuore a Dio, affinché siano dannati. Fate leggere loro frequentemente Luca 12:16-18; Giacomo 4:4-5; Romani 8:12; Matteo 5:21-26. Spezzate saggiamente la loro volontà propria e fate loro sapere che devono obbedire alla volontà di Dio e alla vostra e compiacersi in esse.
Il loro abbigliamento sia semplice e decoroso, non appariscente. Quando raggiungono l’età matura, assicuratevi di tenerli lontani dalle occasioni, dalla vicinanza e dalla familiarità con persone dell’altro sesso che potrebbero tentarli.
Assicuratevi che i vostri figli frequentino buone compagnie e teneteli, per quanto possibile, lontani da quelle cattive. I ragazzi malvagi li influenzeranno prima che ve ne accorgiate, inducendoli a bere, bestemmiare, giocare d’azzardo, parlare in modo osceno, mentire e farsi beffe della pietà e della sobrietà.
Insegnate loro a conoscere il valore del tempo prezioso e la brevità di questa vita e a tenere sempre la morte davanti agli occhi. Abituateli a leggere buoni libri. Correggeteli saggiamente, secondo il loro bisogno: non con tanta severità da allontanarli affettivamente da voi, né così poco da lasciarli proseguire nel peccato e nella disobbedienza. La correzione sia sempre esercitata con amore.
Pregate ferventemente per loro e affidateli mediante la fede a Cristo, nel cui Patto li avete introdotti. Precedeteli con una vita santa; la vostra condotta mostri loro ciò che desiderate che diventino, specialmente presentando la pietà come qualcosa di dilettevole e vivendo nella gioiosa speranza del Cielo.
Scegliete per loro quei mestieri che presentano le tentazioni meno pericolose; e, quando raggiungono l’età da matrimonio, provvedete loro un coniuge veramente adatto. Non aspettate che la concupiscenza e la stoltezza li prendano al laccio.
Questi sono i consigli che vi raccomando vivamente in quest’opera importante. Le anime dei vostri figli sono tanto preziose e la differenza tra il bene e il male è tanto grande che tutto questo non deve sembrarvi eccessivo. Ritengo infatti che la giusta educazione dei figli sia l’opera più necessaria ed eccellente del mondo, specialmente per le madri.
I doveri dei mariti verso le mogli e delle mogli verso i mariti
Il dovere comune del marito e della moglie è amarsi reciprocamente: «Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa» (Efesini 5:25). Perciò scegliete una persona che sia veramente amabile; procedete nella scelta con grande ponderazione ed evitate tutto ciò che tende a spegnere l’amore.
- Abitate insieme e godete l’uno dell’altra (1 Corinzi 7:29); unitevi fedelmente nell’educazione dei figli, nel governo della famiglia e nell’amministrazione degli affari temporali.
- Siate soprattutto aiutanti l’uno della salvezza dell’altra. Incoraggiatevi reciprocamente alla fede, all’amore, all’obbedienza e alle buone opere. Avvertitevi e aiutatevi a vicenda contro il peccato e tutte le tentazioni. Unitevi nel culto di Dio in famiglia e in privato. Preparatevi reciprocamente all’avvicinarsi della morte e consolatevi nella speranza della vita eterna.
- Evitate ogni dissenso e sopportate quelle debolezze reciproche che non potete correggere. Calmate, anziché provocare, le passioni indisciplinate e compiacetevi reciprocamente nelle cose lecite.
- Conservate continuamente la castità e la fedeltà ed evitate ogni comportamento sconveniente o immodesto con qualsiasi altra persona, che possa suscitare gelosia; ma evitate anche la gelosia ingiusta.
- Aiutatevi reciprocamente a portare i vostri pesi — e non aggravateli con l’impazienza — nella povertà, nelle afflizioni, nelle malattie e nei pericoli. Consolatevi e sostenetevi l’un l’altra e siate compagni piacevoli nell’amore santo, nelle speranze celesti e nei santi doveri, quando tutte le altre consolazioni esteriori vengono meno.
I doveri più particolari dei mariti
I doveri più particolari dei mariti sono:
- Esercitare verso la moglie l’amore e l’autorità insieme, senza mai separarli.
- Essere il principale maestro e governatore della famiglia e colui che provvede al suo sostentamento; superare la moglie in conoscenza e pazienza; essere il suo maestro e la sua guida nelle cose di Dio; sostenere l’autorità e l’onore della moglie nella famiglia davanti a coloro che le sono sottoposti.
I doveri particolari delle mogli
I doveri particolari delle mogli sono:
- Eccellere nell’amore.
- Essere obbedienti ai propri mariti e costituire in questo un esempio per il resto della famiglia.
- Imparare con sottomissione dai propri mariti, quando questi siano in grado di istruirle; non essere presuntuose, loquaci o autoritarie.
- Dominare le proprie passioni; non tentare il marito affinché soddisfi i loro vani desideri nell’orgoglio, negli eccessi, nella vendetta o in qualsiasi altro male; non derubare Dio e i poveri mediante una disposizione orgogliosa e prodiga.
- Governare la propria lingua, affinché le loro parole siano poche, gravi e sobrie.
- Essere contente in ogni condizione; evitare la vanità infantile degli abiti appariscenti e l’imitazione delle vane mode delle persone più orgogliose.
- Contribuire al sostentamento della famiglia mediante la parsimonia e non disporre dei beni del marito senza il suo consenso.
- Soprattutto, essere aiutanti costanti nella santa educazione dei figli, poiché questo è il servizio più eminente che le donne possano rendere nel mondo. La moglie deve catechizzarli ogni giorno, insegnare loro a conoscere Dio, ricordare loro il mondo futuro e insegnare loro a pregare.
Il dovere dei figli verso i genitori
- Amarli profondamente ed essere riconoscenti per tutto quell’amore e quella cura che non potranno mai ricambiare pienamente.
- Imparare da loro con sottomissione, specialmente la dottrina della salvezza.
- Obbedire loro diligentemente in tutte le cose lecite, in obbedienza a Dio.
- Onorarli nei pensieri, nelle parole e nelle azioni ed evitare ogni apparenza di disprezzo, disonore o mancanza di rispetto.
- Accontentarsi di ciò che i genitori concedono e provvedono ed essere volenterosi e pronti a svolgere il lavoro o l’occupazione che essi ordinano.
- Accettare pazientemente i rimproveri e le correzioni dei genitori, confessare le proprie colpe con umile pentimento e correggersi.
- Frequentare le compagnie che i genitori approvano e non correre dietro a persone vane e tentatrici.
- Accontentarsi della professione che i genitori scelgono per loro.
- Sposarsi soltanto secondo la scelta o con il consenso dei genitori.
- Soccorrere i genitori quando ne hanno bisogno.
Genesi 9:22; Proverbi 30:17; 13:24; 6:20; Colossesi 3:20.
Una breve preghiera per i figli
O Signore, la Tua benedizione sia sui miei genitori e sui miei superiori. Fa’ che mi istruiscano e mi educhino nel Tuo timore; fa’ che io riceva con gratitudine il loro insegnamento e che li ami, li onori e obbedisca loro in obbedienza a Te.
Preservami dai lacci delle cattive compagnie, dalle tentazioni e dai piaceri giovanili; e fa’ che io sia compagno di coloro che temono Dio.
La mia gioia quotidiana sia meditare la Tua Legge, e non permettere mai che io porti il marchio degli empi, amando i piaceri più di Dio.
Arricchisci la mia giovinezza di quei tesori di sapienza e santità che possano crescere ogni giorno ed essere impiegati per la Tua gloria.
Tutto questo chiedo e spero in virtù dei meriti di Gesù Cristo, mio Salvatore, dicendo come Egli mi ha insegnato: «Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, ecc.».
Il dovere dei padroni verso i servitori
- Governarli con quella mansuetudine che si addice a persone che sono anch’esse cristiane, ma nello stesso tempo con un’autorità tale da non incoraggiarli al disprezzo.
- Trattenerli dal peccare contro Dio.
- Istruirli nella dottrina della salvezza, pregare con loro e precederli con l’esempio di una vita sobria.
- Preservarli dalle cattive compagnie, dalle tentazioni e dalle occasioni di peccare.
- Assegnare loro lavori appropriati; non mantenere servitori oziosi, ma neppure sovraccaricarli di lavoro a danno della loro salute, né comandare loro alcuna cosa illecita.
- Provvedere loro cibo e alloggio sani e adatti e pagare il salario dovuto secondo la promessa o il merito.
- Sopportare pazientemente le loro debolezze quotidiane e quelle fragilità che devono essere previste nella natura umana.
Efesini 6:9-10; Colossesi 4:1-3.
Il dovere dei servitori verso i loro padroni
- Onorarli e rispettarli, obbedendo loro in tutte le cose lecite che rientrano nella loro autorità; evitare ogni parola e comportamento che sappiano di disonore, disprezzo o disobbedienza.
- Compiere volentieri, e senza mormorare, ogni lavoro che hanno assunto e che viene loro richiesto; essere fedeli alle spalle dei padroni come davanti ai loro occhi.
- Essere degni di fiducia nelle parole e nelle azioni e detestare la menzogna e l’inganno. Non frodare i padroni nel comprare o nel vendere e non rubare nulla di ciò che appartiene loro, neppure cibo o bevande contro la loro volontà.
- Essere parsimoniosi e attenti al vantaggio del padrone come se si trattasse del proprio; non lamentarsi del vitto, purché sia sano, né desiderare una vita di abbondanza, comodità e ozio.
- Preoccuparsi maggiormente di compiere il proprio dovere verso i padroni che del modo in cui i padroni li trattano, perché il peccato è peggiore della sofferenza.
- Non divulgare fuori casa, a estranei o vicini, i segreti della famiglia.
- Ricevere con gratitudine l’istruzione, imparare la Parola di Dio, osservare il Giorno del Signore e partecipare seriamente al culto pubblico e privato di Dio.
- Sopportare pazientemente il rimprovero e la giusta correzione, confessare le proprie colpe e correggersi.
- Pregare ogni giorno affinché la benedizione riposi sulla famiglia, sui suoi lavori e su loro stessi.
- Fare tutto questo in vera obbedienza a Dio, aspettando da Lui la propria ricompensa.
1 Pietro 2:18; Tito 2:9; 1 Timoteo 6:1-2; Colossesi 3:22; Efesini 6:5; Matteo 10:24.
La preghiera del servitore
O Signore, poiché mi hai costituito servitore, rendimi coscienzioso e fedele nel posto che occupo, degno di fiducia e attento ai beni e agli affari del mio padrone come lo sarei se fossero miei.
Rendimi sottomesso e obbediente al mio superiore. Preservami dalla volontà propria e dall’orgoglio, dalle mormorazioni e dalle parole insolenti, dalla falsità, dalla pigrizia e da ogni inganno; affinché io non sia un servitore che lavora soltanto quando viene osservato, assecondando le mie brame e i miei appetiti carnali.
Fa’ che io compia il mio dovere allegramente e volentieri, credendo che Tu punisci ogni infedeltà; e che io non lo faccia soltanto come per gli uomini, ma come per il Signore, aspettando da Te la mia ricompensa principale.
Tutto questo chiedo in virtù dei […] del mio caro Salvatore Gesù Cristo, concludendo con la preghiera che Egli ci ha insegnato: «Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, ecc.».