Nove lezioni da parte di Dio riguardo alla malattia

malattia

Views: 0

Nove lezioni da parte di Dio riguardo alla malattia

Da J. C. Ryle (1816 – 1900)

La malattia ha lo scopo di…

  1. Farci pensare, ricordarci che abbiamo un’anima e un corpo, un’anima immortale, un’anima che vivrà per sempre nella felicità o nella miseria, e che, se quest’anima non è salvata, sarebbe stato meglio per noi non essere mai nati.
  2. Insegnarci che esiste un mondo oltre la tomba e che il mondo in cui viviamo ora è soltanto un luogo di preparazione per un’altra dimora, dove non ci saranno corruzione, né tristezza, né timori, né miseria, né peccato.
  3. Farci guardare alla nostra vita passata con onestà, senza parzialità verso noi stessi, con coscienziosità. Sono pronto per il grande cambiamento, se non dovessi guarire? Mi pento davvero dei miei peccati? I miei peccati sono stati perdonati e lavati nel sangue di Cristo? Sono preparato a incontrare Dio?
  4. Farci vedere la vanità del mondo e la sua totale incapacità di soddisfare i bisogni più alti e più profondi dell’anima.
  5. Condurci alle nostre Bibbie. Quel Libro benedetto, nei giorni in cui siamo in salute, troppo spesso viene lasciato sullo scaffale, diventa il luogo più sicuro su cui appoggiare un pezzo di carta e non viene mai aperto da gennaio a dicembre. Ma la malattia spesso lo fa scendere dallo scaffale e getta una nuova luce sulle sue pagine.
  6. Farci pregare. Temo che molte persone non preghino affatto, oppure dicano soltanto qualche parola affrettata al mattino e alla sera, senza pensare a ciò che stanno facendo. Ma la preghiera spesso diventa una realtà quando la valle dell’ombra della morte è davanti agli occhi.
  7. Farci pentire e distaccarci dai nostri peccati. Se non vogliamo ascoltare la voce delle misericordie, Dio talvolta ci fa “ascoltare la verga”.
  8. Avvicinarci a Cristo. Per natura non vediamo il pieno valore di quel benedetto Salvatore. In segreto immaginiamo che le nostre preghiere, le buone opere e il ricevere i sacramenti salveranno le nostre anime. Ma quando la carne comincia a venir meno, l’assoluta necessità di un Redentore, di un Mediatore, di un Avvocato presso il Padre, sta davanti agli occhi degli uomini come fuoco e li fa comprendere queste parole: “Semplicemente alla croce mi tengo stretto”, come mai prima. La malattia ha fatto questo per molti, ed essi hanno trovato Cristo nella stanza della malattia.
  9. Farci provare compassione verso gli altri. Per natura siamo tutti molto al di sotto dell’esempio del nostro benedetto Maestro, il quale non aveva soltanto mani per aiutare, ma anche un cuore per sentire con tutti. Immagino che nessuno sia più incapace di mostrare compassione di coloro che non hanno avuto problemi, e nessuno sia così capace di sentire come coloro che hanno bevuto più profondamente il calice del dolore e della tristezza.

 

Riassunto:

Guardatevi dall’inquietudine, dal mormorio, dal lamentarvi e dal cedere a uno spirito impaziente. Considerate la malattia come una benedizione nascosta, un bene e non un male, un amico e non un nemico. Non c’è dubbio che tutti preferiremmo imparare le lezioni spirituali nella scuola dell’agio e non sotto la verga. Ma siate certi che Dio sa meglio di noi come insegnarci. La luce dell’ultimo giorno mostrerà che vi era un significato e un “bisogna” in tutte le nostre malattie corporali. Le lezioni che impariamo quando siamo costretti a letto, quando siamo separati dal mondo, sono spesso lezioni che non possiamo imparare altrove.

Lini një Përgjigje

Adresa juaj email s’do të bëhet publike. Fushat e domosdoshme janë shënuar me një *

Torna su