“Il mio comandamento non è troppo difficile per te” – Deuteronomio 30
I sinergisti citano spesso Deuteronomio 30:11-14 per dimostrare che l’uomo può tornare a Dio mediante le proprie capacità naturali.
“11. Questo comandamento che oggi ti do non è troppo difficile per te, né troppo lontano da te. 12. Non è nel cielo, perché tu dica: ‘Chi salirà per noi in cielo per portarcelo e farcelo udire, affinché lo mettiamo in pratica?’ 13. E non è al di là del mare, perché tu dica: ‘Chi passerà per noi al di là del mare per portarcelo e farcelo udire, affinché lo mettiamo in pratica?’ 14. Ma la parola è molto vicina a te; è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica.”
Come accade nella maggior parte dei casi di errore, essi non hanno letto con attenzione il passo e il suo contesto. Pochi versetti prima il Signore dice che i nostri cuori, anzitutto, hanno bisogno di essere circoncisi dalla mano stessa di Dio affinché noi lo amiamo, ed è questo che rende possibile l’ubbidienza. (Deuteronomio 30:6)
“Il Signore, il tuo Dio, circonciderà il tuo cuore e il cuore della tua discendenza, affinché tu ami il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, e così tu viva.”