La generazione dei cristiani moderni e un Cristianesimo senza potenza!

Cristianesimo

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La generazione dei cristiani moderni e un Cristianesimo senza potenza!

J. C. Ryle, I bisogni dei tempi! 1879

Ai nostri giorni si sente spesso lamentare che nel Cristianesimo manchi la potenza e che la Chiesa non scuota il mondo come faceva negli anni passati. Volete che vi dica, in parole semplici, quale ne sia la ragione? È il basso livello di vita che, purtroppo, è così diffuso tra coloro che professano di essere credenti. Credo che siamo ben lontani dal livello che dovrebbe caratterizzare la pratica cristiana.

I tempi richiedono un livello più elevato di santità personale e una maggiore attenzione alla religione pratica nella vita quotidiana.

Devo dichiarare onestamente la mia convinzione che non vi sia mai stata…
tanta professione di religione — senza pratica,
tanto parlare di Dio — senza camminare con Lui,
tanto ascoltare le Parole di Dio — senza metterle in pratica,
come vi è al giorno d’oggi!

Non vi sono mai state tante botti vuote e tanti cembali risonanti!

Non vi è mai stata tanta formalità — e così poca realtà!

L’intero modo di pensare degli uomini su ciò che costituisce il Cristianesimo pratico sembra essersi abbassato. L’antico criterio d’oro della condotta che si addice a un cristiano appare svilito e degenerato. Si possono vedere decine di persone religiose, come vengono chiamate, fare continuamente cose che, in passato, sarebbero state considerate del tutto incompatibili con il Cristianesimo vitale! Non vedono alcun male in cose come andare a teatro, ballare, leggere incessantemente romanzi — e non riescono minimamente a capire che cosa intendiate quando vi opponete a esse! L’antica sensibilità della coscienza riguardo a tali cose sembra spegnersi e avviarsi all’estinzione, come l’uccello dodo.

E quando osate ammonire coloro che vi si abbandonano, essi vi fissano soltanto come se foste una persona antiquata, di vedute ristrette e fossilizzata, e dicono: «Che male c’è?» In breve, il lassismo e la leggerezza sono le caratteristiche comuni della nuova generazione di coloro che professano la fede.

Dove sono…
l’abnegazione,
il riscatto del tempo,
l’assenza di lusso e di indulgenza verso se stessi,
l’inconfondibile separazione dalle cose terrene,
l’evidente atteggiamento di chi è sempre occupato negli affari del proprio Maestro,
l’occhio semplice,
la semplicità della vita domestica,
l’alto livello della conversazione in società,
la pazienza, l’umiltà, l’amore universale —
che caratterizzavano i cristiani di settanta o ottant’anni fa? Sì, dove sono davvero? Abbiamo ereditato i loro principi — ma temo che non abbiamo ereditato la loro pratica!

Lo Spirito Santo lo vede — e ne è contristato! Il mondo lo vede — e ci disprezza. Il mondo lo vede — e si cura ben poco della nostra testimonianza. È la vita, la vita — una vita celeste, pia, simile a Cristo — siatene certi, che esercita influenza sul mondo!

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