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Lettera a un’anima ferita
Di Arthur Pink
Mio caro fratello,
Il mio cuore è rivolto a te in quest’ora oscura, e sento tutta la mia impotenza nel consolarti. La perdita che hai subito è molto più grande di qualsiasi cosa possa fare un essere umano. La tua sofferenza è troppo acuta per essere alleviata da un altro mortale. Posso cercare di versare nel tuo cuore gravemente ferito un po’ del “balsamo di Galaad”, ma soltanto il grande Medico può veramente consolarti. Io posso semplicemente indirizzarti a Colui che può “fasciare i cuori spezzati”.
Gesù è un Amico che sta più vicino di un fratello. Getta su di Lui tutte le tue preoccupazioni, perché Egli si prende cura di te. Effondi il tuo cuore davanti a Lui. Possa la grazia divina ricoprirti, affinché tu sia reso capace di accettare con umiltà qualunque cosa il nostro Dio onnisciente possa disporre. La vera religione consiste nella sottomissione del cuore agli atti della provvidenza di Dio verso di noi.
Il tuo acuto dolore è tra “tutte le cose” che cooperano al bene di coloro che amano Dio. Sarà davvero una benedizione nascosta, se lo Spirito di Dio si compiacerà di usare questo dolore per santificarti.
Permettimi di offrirti alcune considerazioni su cui meditare, che ti renderanno capace di affrontare bene questo dolore, se le seguirai e se saranno benedette da Dio.
Impara nuovamente quanto sia terribile il peccato. “Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato.” (Romani 5:12) Sì, se il peccato non fosse mai entrato in questo mondo, nessuna tomba sarebbe mai stata scavata. Ogni funerale dovrebbe essere per noi un potente richiamo a ciò che la Caduta ha prodotto! Ogni funerale dovrebbe suscitare in noi un odio più profondo verso il peccato. Fu il peccato a rendere necessaria la morte dell’amato Figlio di Dio. Quanto dovremmo dunque odiarlo, cercare grazia per resistere alle sue malvagie tentazioni e perseguire con fermezza il suo contrario: la santità.
Considera quanto sia importante tenere con mano leggera tutte le misericordie temporali di Dio. Le migliori tra esse ci sono soltanto prestate per una stagione, e non sappiamo quanto presto saremo chiamati a lasciarle andare. È saggio comprendere e ricordare questo mentre le abbiamo ancora nelle nostre mani: non stringerle troppo forte e non considerarle come nostre da godere per sempre in questo mondo che passa. La Sacra Scrittura ci ordina di “rallegrarci con tremore”, perché ciò che rallegra il cuore questa mattina può essermi tolto prima che scendano le ombre della notte. Quanto più vivo avendo davanti a me questa realtà, tanto meno sentirò la perdita quando verrà!
Cerca di distaccare maggiormente il tuo cuore da questo mondo che passa. “Abbiate l’animo alle cose di sopra, non a quelle che sono sulla terra.” (Col. 3:2) Ma siamo lenti nel prestare attenzione a questo consiglio e spesso Dio deve usare mezzi drastici per condurci ad accordarci con esso. È per il nostro bene, oltre che per la sua gloria, che dobbiamo farlo. Soltanto le cose celesti rimarranno; cerchiamo dunque grazia affinché i nostri cuori siano sempre più rivolti ad esse.
Cerca di dimostrare la realtà della vera religione. Soltanto il vero figlio di Dio è capace di dire: “Il Signore ha dato, e il Signore ha tolto; sia benedetto il nome del Signore.” Cerca con fervore l’aiuto soprannaturale dall’alto, caro fratello, affinché tu possa mostrare la sufficienza della grazia divina nel fortificarti e sostenerti, e dimostrare che possiedi una pace e una consolazione estranee agli uomini senza Cristo. Non rattristarti come gli altri che non hanno speranza. Non dubitare della bontà del Signore.
“Getta sul Signore il tuo peso, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli.” Salmo 55:22
Tuo, per l’abbondante misericordia di Dio,
A. W. Pink