Indicazioni per Odiare il Peccato

Peccato

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Indicazioni per Odiare il Peccato

Il puritano Richard Baxter (1615 – 1691)

Indicazione 1. Impegnatevi a conoscere Dio, a essere profondamente colpiti dai suoi attributi e a vivere sempre come alla sua presenza.

Nessun uomo può conoscere perfettamente il peccato, perché nessun uomo può conoscere perfettamente Dio. Non potete conoscere che cosa sia il peccato più di quanto conosciate chi sia Dio, contro il quale peccate; poiché la malignità del peccato si oppone alla volontà e agli attributi di Dio. I pii hanno una certa conoscenza della malignità del peccato, perché hanno una certa conoscenza di Dio, che ne è offeso. I malvagi non hanno alcuna conoscenza pratica della malignità del peccato, perché non possiedono una tale conoscenza di Dio. Coloro che temono Dio temeranno di peccare. Coloro che, nel loro cuore, osano trattare Dio con irriverenza, saranno audaci verso il peccato, tanto nel cuore quanto nella vita. L’ateo, il quale pensa che Dio non esista, pensa che non esista neppure il peccato contro di lui. Nulla al mondo ci mostra il male del peccato con tanta chiarezza e potenza quanto la conoscenza della grandezza, della sapienza, della bontà, della santità, dell’autorità, della giustizia, della verità e degli altri attributi di Dio. La consapevolezza della sua presenza ravviverà dunque la nostra consapevolezza della malignità del peccato.

Indicazione 2. Considerate attentamente l’ufficio, il sangue versato e la santa vita di Cristo.

Il suo ufficio è espiare il peccato e distruggerlo. Il suo sangue è stato versato per esso. La sua vita lo ha condannato. Amate Cristo e odierete ciò che ha causato la sua morte. Amatelo e desidererete essere resi simili a lui, odiando ciò che è tanto contrario a Cristo. Queste due grandi luci mostreranno quanto siano odiose le tenebre.

Indicazione 3. Considerate attentamente quanto siano santi l’ufficio e l’opera dello Spirito Santo, e quanto grande sia per noi questa misericordia.

Dio stesso, la luce celeste, scenderà forse in un cuore peccaminoso per illuminarlo e purificarlo, e io continuerò tuttavia a conservare le mie tenebre e la mia contaminazione, opponendomi a una misericordia tanto meravigliosa? Sebbene non ogni peccato contro lo Spirito Santo sia la bestemmia imperdonabile, ogni peccato è tuttavia aggravato da questo fatto.

Indicazione 4. Conoscete e considerate il meraviglioso amore e la misericordia di Dio, e pensate a ciò che egli ha fatto per voi; allora odierete il peccato e ve ne vergognerete.

È una circostanza aggravante che rende il peccato odioso persino alla comune ragione e a ogni animo sincero: il fatto che offendiamo un Dio di infinita bontà, il quale ha colmato di misericordia la nostra vita. Vi addolorerete se avrete fatto torto a un amico straordinario: il suo amore e la sua benevolenza vi torneranno alla mente e vi faranno adirare contro la vostra stessa ingratitudine. Passate dunque in rassegna l’elenco delle misericordie di Dio verso di voi, tanto per l’anima quanto per il corpo. Osservate inoltre che Satana, nascondendovi l’amore di Dio e tentandovi, sotto il pretesto dell’umiltà, a negare la sua più grande e speciale misericordia, cerca anche di distruggere il vostro pentimento e la vostra umiliazione, nascondendovi la più grave circostanza aggravante del vostro peccato.

Indicazione 5. Pensate allo scopo per il quale l’anima dell’uomo è stata creata e al modo in cui dovrebbe essere impiegata: amare, ubbidire e glorificare il nostro Creatore; allora vedrete che cosa sia il peccato, che la rende incapace e la perverte.

Per quale opera eccellente, elevata e santa siamo stati creati e chiamati! Dovremmo forse contaminare il tempio di Dio? Dovremmo servire il diavolo nella sozzura e nella follia, quando dovremmo accogliere, servire e magnificare il nostro Creatore?

Indicazione 6. Considerate attentamente quali puri e dolci diletti un’anima santa possa ricevere da Dio nel suo santo servizio; allora vedrete che cosa sia il peccato, che la priva di questi diletti e preferisce a essi le concupiscenze della carne.

Oh, con quanta gioia potremmo compiere ogni dovere, con quanto frutto potremmo servire il nostro Signore e quale diletto troveremmo nel suo amore, nella sua approvazione e nella prospettiva della beatitudine eterna, se non fosse per il peccato, che fa scendere l’anima dalle porte del cielo per rotolarsi nel fango con i porci!

Indicazione 7. Riflettete su quale vita dovrete vivere per sempre, se vivrete in cielo, e su quale vita vivano ora i santi che vi si trovano; poi considerate se il peccato, che le è tanto contrario, non sia una cosa vile e odiosa.

O desiderate vivere in cielo oppure no. Se non lo desiderate, non siete voi coloro ai quali mi rivolgo. Se lo desiderate, sapete che là non si pecca; non vi sono mentalità mondana, orgoglio, concupiscenze o piaceri carnali. Oh, se soltanto vedeste e udiste per un’ora come quegli spiriti beati siano interamente intenti ad amare e magnificare il Dio glorioso nella purezza e nella santità, e quanto siano lontani dal peccato, ciò vi farebbe detestare il peccato per sempre e considerare i peccatori come uomini folli che si rotolano nudi nel proprio sterco. Pensate soprattutto che voi stessi sperate di vivere per sempre come quegli spiriti santi; odiate dunque ogni peccato.

Indicazione 8. Guardate soltanto alla condizione e ai tormenti dei dannati, e considerate la differenza tra gli angeli santi e i diavoli; potrete così conoscere che cosa sia il peccato.

Gli angeli sono puri; i diavoli sono contaminati. La santità e il peccato costituiscono la differenza. Il peccato dimora nell’inferno e la santità nel cielo. Ricordate che ogni tentazione viene dal diavolo, per rendervi simili a lui. Allo stesso modo, ogni santo impulso viene da Cristo, per rendervi simili a lui. Quando peccate, ricordate che state imparando dal diavolo e lo state imitando, e che in quella misura siete simili a lui, Giovanni 8:44. Il fine di tutto ciò è che possiate provare le sue pene. Se il fuoco dell’inferno non è buono, allora neppure il peccato è buono.

Indicazione 9. Guardate sempre al peccato come chi è sul punto di morire e considerate come tutti gli uomini lo giudicheranno alla fine.

Che cosa dicono del peccato gli uomini in cielo? E che cosa ne dicono gli uomini nell’inferno? Che cosa ne dicono gli uomini al momento della morte? E che cosa ne dicono le anime convertite o le coscienze risvegliate? Lo si segue allora con piacere e senza timore, come avviene ora? Viene allora applaudito? Qualcuno di loro ne parlerà bene? No, già ora tutto il mondo parla male del peccato in generale, anche quando lo ama e lo commette. Peccherete quando sarete sul punto di morire?

Indicazione 10. Considerate sempre insieme il peccato e il giudizio.

Ricordate che dovrete rispondere del peccato davanti a Dio, agli angeli e a tutto il mondo; così lo conoscerete meglio.

Indicazione 11. Guardate soltanto alla malattia, alla povertà, alla vergogna, alla disperazione, alla morte e alla putrefazione nella tomba: questo potrà aiutarvi almeno un poco a conoscere che cosa sia il peccato.

Queste sono cose che potete vedere o sperimentare; non avete bisogno della fede per conoscerle. E da tali effetti potete conoscere la causa.

Indicazione 12. Guardate soltanto ad alcune persone di eminente santità sulla terra e al mondo folle, profano e malvagio; la differenza potrà mostrarvi in parte che cosa sia il peccato.

Non vi è forse qualcosa di amabile in una persona santa e irreprensibile, che vive nell’amore verso Dio e verso gli uomini e nella gioiosa speranza della vita eterna? Un ubriacone bestiale, un fornicatore, un bestemmiatore furioso e un persecutore maligno non sono forse creature assai deformi e ripugnanti? La condizione folle, confusa, ignorante ed empia del mondo non è forse uno spettacolo assai miserabile? Che cosa deve essere, dunque, il peccato nel quale consiste tutto questo?

 

Sebbene la parte principale della cura consista nel volgere la volontà a odiare il peccato, e ciò si compia mediante la scoperta della sua malignità, aggiungerò tuttavia alcune altre indicazioni riguardanti la parte pratica, supponendo che quanto è già stato detto abbia prodotto il suo effetto.

Indicazione 1. Quando avrete riconosciuto la vostra malattia e il vostro pericolo, affidatevi a Cristo come Salvatore e Medico delle anime, e allo Spirito Santo come vostro Santificatore, ricordando che egli è pienamente capace e disposto a compiere l’opera che ha intrapreso.

Non siete voi a dover essere salvatori e santificatori di voi stessi, se non in quanto operate sotto Cristo. È Dio che ha intrapreso quest’opera e considera sua gloria portarla a compimento.

Indicazione 2. Dovete tuttavia essere volenterosi e ubbidienti nell’applicare i rimedi prescritti da Cristo e nell’osservare le sue indicazioni per la vostra guarigione.

Non dovete pensare che un suo rimedio sia troppo amaro e un altro troppo duro; confidate invece nel suo amore, nella sua sapienza e nella sua cura, e accettatelo come egli lo prescrive o ve lo porge, senza ulteriori esitazioni. Non dite: «È doloroso e non riesco a sopportarlo!» Egli infatti non vi comanda nulla che non sia sicuro, salutare e necessario. Se non riuscite a sopportare il suo rimedio, considerate se riuscirete a sopportare il fuoco dell’inferno! L’umiliazione, la confessione, la restituzione, la mortificazione e la santa diligenza sono forse peggiori dell’inferno?

Indicazione 3. Badate di non schierarvi dalla parte del peccato e di non contendere né lottare contro il vostro Medico o contro chiunque desideri farvi del bene.

Scusare il peccato, persistervi, minimizzarlo, resistere allo Spirito e alla coscienza, contendere con i ministri e con gli amici pii e odiare la riprensione non sono mezzi per essere guariti e santificati.

Indicazione 4. Riconoscete in ciascuno dei vostri peccati particolari quella stessa malignità che riconoscete e affermate essere nel peccato in generale.

Ingannate gravemente voi stessi se parlate molto del male del peccato, ma non vedete nulla di questa malignità nel vostro orgoglio, nella vostra mondanità, nella vostra ira e irritabilità, nella vostra malizia e mancanza di carità, nelle vostre menzogne, maldicenze e calunnie, oppure nel peccare contro coscienza per un guadagno mondano. Quale contraddizione è, per un uomo, mettere in risalto nella preghiera la gravità del peccato e poi, quando viene ripreso per quel peccato, giustificarlo o scusarlo! Costui è simile a chi parla contro il tradimento e contro i nemici del re, ma poi, poiché i traditori sono suoi amici e parenti, li protegge, li nasconde e li mantiene.

Indicazione 5. Tenetevi, per quanto possibile, lontani dalle tentazioni che alimentano e rafforzano i peccati che desiderate vincere.

Assediate i vostri peccati e fateli morire di fame, tenendo lontani il cibo e il combustibile che li sostengono e li mantengono in vita.

Indicazione 6. Vivete esercitando quelle grazie e quei doveri che sono contrari ai peccati ai quali siete maggiormente esposti.

La grazia e il dovere, infatti, sono contrari al peccato: lo uccidono e ce ne guariscono, come il calore ci libera dal freddo e la salute dalla malattia.

Indicazione 7. Non date ascolto all’incredulità e alla diffidenza, che vi indeboliscono, e non respingete le consolazioni di Dio, che sono il vostro ristoro e la vostra forza.

Uno stato d’animo atterrito, abbattuto e disperato non è il più adatto a resistere al peccato; lo è invece l’incoraggiante consapevolezza dell’amore di Dio e la riconoscente consapevolezza della grazia ricevuta, unite a un cauto timore.

Indicazione 8. Diffidate sempre dell’amor proprio carnale e vegliate contro di esso.

Esso è infatti la fortezza del peccato e il suo comune difensore, sempre pronto a trascinarvi verso il peccato e a giustificarlo. Siamo molto inclini a essere indulgenti verso i nostri peccati. La nostra ira, il nostro orgoglio, i nostri giudizi di condanna, le nostre maldicenze, i nostri comportamenti ingiusti e le nostre negligenze nel dovere ci sembrano cose di poco conto e scusabili, se non perfino giustificabili. Eppure riconosceremmo facilmente la colpevolezza di tutte queste cose in un’altra persona, specialmente in un nemico. Dovremmo invece conoscere meglio di chiunque altro noi stessi e i nostri peccati e, perciò, odiare soprattutto i nostri peccati.

Indicazione 9. Dedicate il vostro primo e principale sforzo a uccidere il peccato alla radice.

Purificate il cuore, che è la sorgente, poiché dal cuore procedono i mali della vita. Riconoscete quali siano le radici principali e dedicate la massima cura e diligenza a mortificarle. Esse sono soprattutto queste:

  1. L’ignoranza.
  2. L’incredulità.
  3. La mancanza di riflessione.
  4. L’egoismo e l’orgoglio.
  5. La carnalità, che consiste nel soddisfare un appetito bestiale, la concupiscenza o la fantasia.
  6. L’insensibile durezza di cuore e il torpore nel peccato.

Indicazione 10. Non considerate il mondo e tutti i suoi piaceri, le sue ricchezze e i suoi onori migliori di ciò che realmente sono; allora Satana non troverà alcuna esca con cui prendervi.

Considerate ogni cosa come sterco, insieme a Paolo, in Filippesi 3:8. Nessun uomo peccherà e venderà la propria anima per qualcosa che considera soltanto sterco.

Indicazione 11. Mantenetevi in alto, immersi in pensieri celesti.

Le vostre anime rimarranno così sempre nella luce, come alla presenza di Dio, e saranno occupate in quelle attività e in quei diletti che faranno loro perdere ogni gusto per le esche del peccato.

Indicazione 12. Fate della vigilanza cristiana la vostra occupazione quotidiana.

Coltivate un timore che vi preservi, ma che non vi distragga né vi scoraggi.

Indicazione 13. Guardatevi dai primi avvicinamenti e dagli inizi del peccato.

Oh, quanto grande incendio può accendere un fuoco tanto piccolo! E se cadete, rialzatevi prontamente mediante un sincero ravvedimento, qualunque cosa possa costarvi.

Indicazione 14. Fate della Parola di Dio la vostra unica regola e adoperatevi diligentemente per comprenderla.

Indicazione 15. Nei casi dubbi, non allontanatevi facilmente dal giudizio concorde della maggior parte degli uomini più saggi e pii di tutte le epoche.

Indicazione 16. Nei casi dubbi, non siate impulsivi né precipitosi; procedete invece con ponderazione ed esaminate accuratamente le cose prima di adottarle.

Indicazione 17. Imparate a conoscere il peccato al quale siete maggiormente inclini e anche i peccati ai quali la vostra vocazione o condizione di vita vi espongono maggiormente, affinché proprio in quei punti la vostra vigilanza sia più rigorosa.

Indicazione 18. Mantenete una vita di santo ordine, quale Dio vi ha prescritto di seguire.

Non vi è protezione per gli sbandati che non mantengono il proprio posto e le proprie file, ma abbandonano l’ordine che Dio ha loro comandato. Quest’ordine consiste principalmente nei seguenti punti:

  1. Rimanete uniti alla Chiesa universale. Non separatevi dal corpo di Cristo per alcun pretesto. Mantenete la comunione spirituale con la Chiesa dei rigenerati nella fede, nell’amore e nella santità.
  2. Se non siete insegnanti, vivete sotto la guida dei vostri fedeli pastori, come discepoli ubbidienti di Cristo.
  3. Fate in modo, se possibile, che le persone più pie siano i vostri amici più intimi.
  4. Siate laboriosi nella vostra vocazione esteriore.

Indicazione 19. Volgete contro i vostri peccati tutte le provvidenze di Dio, sia quelle favorevoli sia quelle avverse.

Se egli vi concede salute e ricchezza, ricordate che mediante esse vi vincola all’ubbidienza e richiede da voi un servizio particolare. Se vi affligge, ricordate che è il peccato ciò che lo offende e che egli prende di mira; accogliete dunque l’afflizione come la sua medicina e badate di non ostacolarne l’opera, ma di favorirla, affinché essa purifichi da voi il peccato.

Indicazione 20. Attendete pazientemente Cristo finché non abbia portato a compimento la guarigione, cosa che non avverrà prima che sia terminata questa vita di prova.

Perseverate nell’attendere al suo Spirito e ai suoi mezzi, poiché egli verrà al tempo opportuno e non tarderà.

«Conosciamo l’Eterno, sforziamoci di conoscerlo; il suo levarsi è certo come l’aurora. Egli verrà a noi come la pioggia, come l’ultima e la prima pioggia, alla terra». Osea 6:3.

Anche se avete spesso detto: «Non c’è guarigione per noi». Geremia 14:19.

«Io guarirò il loro traviamento, li amerò grandemente». Osea 14:4.

«Ma per voi che temete il mio nome, sorgerà il sole della giustizia con la guarigione nelle sue ali». Malachia 4:2.

«Beati tutti quelli che sperano in lui!» Isaia 30:18.

Così ho dato indicazioni che possono essere d’aiuto per umiliarsi a motivo del peccato, per odiarlo e per esserne liberati.

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