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La Pratica della Pietà — un manuale devozionale puritano, che insegna al cristiano come vivere per piacere a Dio
di Lewis Bayly (1611)
Consolazioni contro l’impazienza nella malattia
Se, durante la tua malattia, l’intensità del dolore ti spinge all’impazienza, medita:
1. Che i tuoi peccati hanno meritato le pene dell’Inferno; perciò puoi sopportare con maggiore pazienza queste correzioni paterne.
2. Che questi sono i flagelli del tuo Padre celeste e che la verga è nelle Sue mani. Se da bambino sopportavi con rispetto le correzioni dei tuoi genitori terreni, quanto più ora, essendo figlio di Dio, dovresti sottometterti alla disciplina del tuo Padre celeste, vedendo che essa è per il tuo bene eterno?
3. Che Cristo soffrì nella Sua anima e nel Suo corpo dolori molto più gravi per te; perciò devi sopportare più volentieri ciò che Egli, nella Sua benevola volontà, dispone per il tuo bene (Isaia 53:3). Perciò Pietro dice: «Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, affinché seguiate le Sue orme» (1 Pietro 2:21). E Paolo dice: «Corriamo con gioia la corsa che ci è posta davanti, guardando a Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, sopportò la croce», ecc. (Ebrei 12:1-2).
4. Che queste afflizioni che ora soffri non sono altro che quelle che «si compiono nei vostri fratelli che sono nel mondo», come testimonia Pietro (1 Pietro 5:9); sì, le afflizioni di Giobbe furono molto più gravi. Non vi è uno solo dei santi che ora riposano nelle gioie celesti che, prima di giungervi, non abbia sopportato quanto sopporti tu; sì, molti di loro soffrirono volontariamente tutti i tormenti che i tiranni potevano infliggere loro, per poter giungere a quelle gioie celesti alle quali ora sei chiamato. E tu hai la promessa che «il Dio di ogni grazia, dopo che avrete sofferto per un poco di tempo, vi renderà perfetti, vi stabilirà, vi fortificherà e vi renderà saldi» (1 Pietro 5:10).
5. Che Dio ha stabilito il tempo in cui la tua afflizione finirà, così come ha stabilito il tempo in cui è cominciata. Trentotto anni furono assegnati all’infermo presso la piscina di Betesda (Giovanni 5:5). Dodici anni alla donna che soffriva di perdite di sangue (Matteo 9:20). Tre mesi a Mosè (Esodo 2:2). Dieci giorni di tribolazione all’angelo della Chiesa di Smirne (Apocalisse 2:10). Tre giorni di pestilenza a Davide (2 Samuele 24:13). Sì, il numero delle lacrime dell’uomo pio è registrato nel libro di Dio e la loro quantità è conservata nel Suo otre (Salmo 56:8).
Il tempo della nostra tribolazione, dice Cristo, è solo «un poco» (Giovanni 16:16). L’ira di Dio dura solo un momento, dice Davide (Salmo 30). «Ancora un po’ di tempo», dice il Signore (Apocalisse 6:11); e perciò chiama tutto il tempo del nostro dolore soltanto «l’ora del dolore» (Giovanni 16:21). Davide, a motivo della sua rapidità, paragona la nostra presente tribolazione a un torrente (Salmo 110:7), e Atanasio a un acquazzone. Confronta la più lunga miseria che l’uomo sopporta in questa vita con l’eternità delle gioie celesti, e apparirà come nulla! «Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano degne di essere paragonate alla gloria che sarà rivelata in noi» (Romani 8:18). E come la vista di un figlio nato sano e salvo fa dimenticare alla madre tutto il precedente dolore mortale (Giovanni 16:21), così la vista di Cristo in Cielo, che nacque per te, farà dimenticare completamente tutte queste doglie della morte, come se non fossero mai esistite. Così fu per Stefano, che, non appena vide Cristo, dimenticò le proprie ferite, l’orrore della tomba e il terrore delle pietre, e affidò dolcemente la propria anima nelle mani del suo Salvatore (Atti 7). Dimentica il tuo dolore; pensa alle ferite di Cristo. Sii fedele fino alla morte, ed Egli ti darà la corona della vita eterna (Apocalisse 2:10).
6. Che ora sei chiamato a sostenere delle ripetizioni nella scuola dell’afflizione di Cristo, per vedere quanta fede, pazienza e pietà hai imparato durante tutto questo tempo; e se puoi, come Giobbe, ricevere dalla mano di Dio anche qualche male, così come finora hai ricevuto molto bene (Giobbe 2:10). Poiché dunque hai sempre pregato: «Sia fatta la Tua volontà», non offenderti ora per ciò che è fatto secondo la Sua santa volontà.
7. Che «tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio»; tanto che «né morte, né vita, né angeli, né principati, né potenze», ecc., «potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore» (Romani 8:28, 38-39). Sii certo che ogni fitta di dolore ti preserva dalle pene dell’Inferno, e ogni sollievo è un pegno del riposo del Cielo; e quanti colpi ritieni che valga il Cielo? Come la tua vita è stata di conforto agli altri, così lascia ai tuoi amici un esempio cristiano nel morire. La morte non è altro che la croce di Cristo mandata davanti a crocifiggere in te l’amore per il mondo, affinché tu possa andare a vivere eternamente con Cristo, che fu crocifisso per te. Poiché dunque sei un vero cristiano, prendi, come Simone di Cirene, la Sua santa croce con entrambe le braccia e portala dietro a Lui, fino a Lui. I tuoi dolori passeranno presto; le tue gioie non passeranno mai.