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Di Curtis A. Pugh
Che il peccatore perduto debba gettarsi completamente sulla misericordia e sulla grazia del Signore dovrebbe essere chiaro a coloro che leggono e credono le Scritture. Ma la Bibbia non parla affatto di queste idee create dall’uomo, come: “fare la preghiera della salvezza”, oppure “prendere una decisione per Cristo”, oppure “invitare Gesù nel cuore”, oppure “farsi avanti per ricevere Cristo”. Nessun predicatore del Nuovo Testamento usò mai questi termini e queste tattiche! Dire a peccatori spiritualmente morti che c’è qualcosa che essi possono fare per procurare la propria salvezza è un’eresia dannabile, perché, attraverso la sua falsa speranza, ai peccatori viene insegnato a confidare in ciò che essi hanno fatto, invece che in Cristo, che ha fatto ogni cosa.
Considerate queste tredici cose spirituali che una persona non salvata non può fare:
EGLI NON PUÒ PENSARE COME PENSA DIO:
“Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie”, dice il SIGNORE. “Come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.” (Isaia 55:8-9)
EGLI NON PUÒ COMPRENDERE DIO:
“. . . tu hai pensato che io fossi del tutto simile a te. . . .” (Salmo 50:21)
“Puoi tu scandagliare le profondità di Dio? Puoi penetrare la perfezione dell’Onnipotente? Sono più alte del cielo: che cosa puoi fare? Sono più profonde dello Sceol: che cosa puoi sapere?” (Giobbe 11:7-8)
EGLI NON PUÒ VEDERE LE COSE SPIRITUALI:
“Gesù gli rispose e disse: ‘In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio’.” (Giovanni 3:3)
EGLI NON PUÒ CONOSCERE IL PROPRIO CUORE:
“Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi può conoscerlo?” (Geremia 17:9)
EGLI NON PUÒ DIRIGERE I PROPRI PASSI:
“O SIGNORE, io so che la via dell’uomo non dipende da lui, e che l’uomo che cammina non ha il potere di dirigere i propri passi.” (Geremia 10:23)
“C’è una via che all’uomo sembra diritta, ma la sua fine conduce alle vie della morte.” (Proverbi 14:12)
EGLI NON PUÒ LIBERARE SÉ STESSO DALLA MALEDIZIONE DELLA LEGGE:
“Infatti tutti quelli che si fondano sulle opere della legge sono sotto maledizione, perché sta scritto: ‘Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica’.” (Galati 3:10)
EGLI NON PUÒ RICEVERE LO SPIRITO SANTO:
“Lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce . . .” (Giovanni 14:17)
EGLI NON PUÒ ASCOLTARE — ricevere e comprendere — LA PAROLA DI DIO:
“Chi è da Dio ascolta le parole di Dio; perciò voi non ascoltate, perché non siete da Dio.” (Giovanni 8:47)
“Ma l’uomo naturale — non salvato — non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui; e non le può conoscere, perché si giudicano spiritualmente.” (1 Corinzi 2:14)
EGLI NON PUÒ FAR NASCERE SÉ STESSO NELLA FAMIGLIA DI DIO:
“i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio.” (Giovanni 1:13)
“Egli infatti dice a Mosè: ‘Avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione’. Così dunque non dipende né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.” (Romani 9:15-16)
EGLI NON PUÒ PRODURRE IL RAVVEDIMENTO E LA FEDE IN CRISTO:
“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non da opere, affinché nessuno si vanti.” (Efesini 2:8-9)
“. . . perché non tutti hanno la fede.” (2 Tessalonicesi 3:2)
“A voi infatti è stato concesso… di credere in Lui…” (Filippesi 1:29)
“. . . nella speranza che Dio conceda loro il ravvedimento…” (2 Timoteo 2:25)
“. . . a coloro che hanno ricevuto in sorte una fede preziosa quanto la nostra…” (2 Pietro 1:1)
EGLI NON PUÒ VENIRE A CRISTO:
“Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira . . . Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre mio.” (Giovanni 6:44, 65)
EGLI NON PUÒ CREDERE IN CRISTO:
“Ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore, come vi ho detto.” (Giovanni 10:26)
EGLI NON PUÒ PIACERE A DIO:
“Infatti quelli che vivono secondo la carne hanno la mente rivolta alle cose della carne, ma quelli che vivono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito… Perciò quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio. Ora, se lo Spirito di Dio abita in voi, voi non siete più nella carne, ma nello Spirito. Ma se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a Lui.” (Romani 8:5, 8, 9)
DUNQUE, L’UMANITÀ NON PUÒ NEGARE IL FATTO DELLA SUA TOTALE INCAPACITÀ DI FARE QUALCOSA PER LA PROPRIA CONDIZIONE PERDUTA.
Alla luce di queste cose che un peccatore spiritualmente morto non può fare, come dobbiamo comprendere il comandamento di Dio rivolto a tutti gli uomini di ravvedersi? La Bibbia ci dice che Dio “. . . comanda a tutti gli uomini, dappertutto, di ravvedersi” (Atti 17:30). Come dobbiamo comprendere il consiglio di Dio agli uomini, cioè che essi devono credere in Cristo? Dio comanderebbe e istruirebbe forse gli uomini a fare ciò che essi non possono fare?
Noi rispondiamo con un grande “Sì”. La nostra prova è la santa Legge di Dio data a Mosè sul monte Sinai. Sebbene non ci fosse nulla di sbagliato nella legge di Dio, nessun uomo può osservare quei comandamenti (1 Timoteo 1:8; Romani 8:3). Nessun uomo ha osservato la legge di Dio, eppure Dio aveva il diritto di darla agli uomini e di comandarne l’osservanza! Per mezzo della legge vediamo noi stessi come peccatori (Romani 3:20). Questo era lo scopo della legge!
Mentre Dio richiede il ravvedimento — la volontà di allontanarsi dai peccati — e la fede — la volontà di credere in Cristo — nessun uomo è capace, da sé stesso, di fare né l’una né l’altra cosa. Perciò, come accade con la Legge, l’uomo è costretto a vedere che non c’è nulla di buono in lui e che non può ravvedersi né credere in Gesù Cristo per la salvezza.
In tutta la Bibbia i figli di Dio riconoscono la loro incapacità di fare qualsiasi cosa per salvare sé stessi. Oltre ai versetti citati sopra, considerate le seguenti dichiarazioni:
“. . . Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché il volere è presente in me, ma il compiere il bene non lo trovo.” (Romani 7:18)
“Io credo, Signore; aiuta la mia incredulità.” (Marco 9:24)
“. . . Sono rinchiuso e non posso uscire.” (Salmo 88:8)
“Ristabiliscici, o Dio della nostra salvezza . . .” (Salmo 85:4)
“. . . Fammi tornare e io tornerò, perché Tu sei il SIGNORE, il mio Dio.” (Geremia 31:18)
“Siamo tutti come una cosa impura, e tutte le nostre opere di giustizia sono come un abito contaminato; appassiamo tutti come una foglia, e le nostre iniquità ci portano via come il vento. Non c’è più nessuno che invochi il Tuo nome, che si risvegli per afferrarsi a Te . . .” (Isaia 64:6, 7)
“. . . La salvezza appartiene al SIGNORE.” (Giona 2:10)
Coloro che pensano di potersi ravvedere come si deve mediante la propria capacità e di credere per la salvezza mediante la propria fede cadono in errore. Essi confidano nella propria capacità e non nell’opera salvifica di Gesù Cristo! Non è forse vero questo di coloro che si vantano dei peccati del loro passato e del loro allontanamento da essi? Non affermano forse di aver compiuto da sé stessi quel cambiamento? Sentiamo ripetutamente questo nelle loro note riunioni di “testimonianza”. Alcuni sono disposti a condividere la gloria e ad ammettere di aver ricevuto un po’ di aiuto da Dio, ma anche questa è una malvagia fiducia nella carne. E non si vantano forse alcuni religiosi della loro fede come se fosse qualcosa di grande e degno di ricompensa? La fede — la fiducia — nella mia fede o nel mio ritorno a Dio non è “. . . la fede degli eletti di Dio.” (Tito 1:1)
Paolo scrisse riguardo ai veri figli di Dio: “. . . Noi . . . serviamo Dio nello Spirito, ci vantiamo in Cristo Gesù e non confidiamo nella carne.” (Filippesi 3:3). Confidare in qualsiasi cosa fatta nella carne — nella natura e nella forza umana — significa avere “fiducia nella carne”. Confidare nelle tue preghiere, nel tuo battesimo, nella tua bontà, nella tua fede o in qualunque esperienza tu possa aver avuto significa avere fiducia nella carne e non credere in Cristo. La fede e la fiducia di un vero credente sono in Cristo! Coloro che sono nati da Dio non confidano in riti, sacramenti, buone opere, nel loro ravvedimento o nella loro fede in Cristo, ma soltanto in Cristo!
“Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede . . .” (2 Corinzi 13:5). Stai confidando nella tua fede oppure stai confidando in Cristo? Qual è l’oggetto della tua fede? Riesci davvero a vedere che tutta la tua “giustizia è come un abito contaminato”? (Isaia 64:6). Hai visto che meriti soltanto l’Inferno? Sei disposto a prendere il tuo posto come peccatore, e se Dio ti mandasse all’Inferno, potresti dire che Dio avrebbe ragione a farlo? Oppure ti consideri indegno della condanna eterna?
Considerate queste parole tratte dall’antico inno battista inglese di Gadsby:
Guardati dalla fede nel luogo sbagliato;
È per lo più una fede ornata,
Essere guarito senza essere stato ferito:
Essere salvato senza essere stato perduto.
Sei stato ferito dalla Parola di Dio perché i tuoi peccati ti sono stati rivelati? Sei mai stato perduto — cioè, hai mai visto te stesso come perduto, senza speranza, e come un peccatore che merita l’Inferno? Come puoi pensarti salvato se non sei mai stato perduto? Gesù disse: “. . . Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori al ravvedimento” (Marco 2:17). Come peccatore, sicuramente le Scritture citate ti hanno mostrato che non puoi fare nulla per la tua condizione perduta e terribile!
La salvezza è gratuita e viene “non per opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la Sua misericordia . . .” (Tito 3:5). Guarda a Gesù Cristo, il quale ha fatto tutte le cose necessarie e possibili: “Egli salverà il Suo popolo dai loro peccati” (Matteo 1:21).
Che Dio ti conceda grazia per vedere te stesso come Egli ti vede, e ti conceda i doni del “. . . ravvedimento verso Dio e della fede nel nostro Signore Gesù Cristo” (Atti 20:21), affinché tu sia “. . . non di quelli che si tirano indietro per la perdizione, ma di quelli che credono per la salvezza dell’anima” (Ebrei 10:39).