L’attrattiva sessuale dei jeans

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L’attrattiva sessuale dei jeans

Da un fratello cristiano

L’introduzione dei jeans aderenti, in particolare dei jeans realizzati per le ragazze, non fu neutrale nei suoi intenti. Levi’s e altri importanti stilisti cercarono di mettere in risalto l’attrattiva sessuale dei jeans, progettandoli intenzionalmente per accentuare le curve del corpo. Per esempio, Calvin Klein fece una celebre dichiarazione durante una campagna pubblicitaria negli anni Ottanta, dicendo: “I jeans sono sesso.” Gli stilisti cercarono di creare capi che mettessero in risalto i glutei e i fianchi, attirando l’attenzione sulle zone associate all’attrattiva sessuale. Questo intento di valorizzare e sessualizzare il corpo è radicato da decenni nel design dei jeans.

Anche lo stilista Yves Saint Laurent è stato citato per aver detto: “Ho spesso detto che avrei voluto aver inventato i blue jeans: sono i più spettacolari, i più pratici, i più rilassati e i più disinvolti. Hanno espressione, modestia, attrattiva sessuale, semplicità—tutto ciò che spero di trovare nei miei abiti.” L’unione della modestia con l’attrattiva sessuale mostra quell’ambiguità presente negli intenti della moda moderna, dove qualcosa può essere commercializzato come “semplice” e tuttavia essere intenzionalmente progettato per suscitare concupiscenza.

Se gli stessi stilisti ammettono che i jeans erano destinati a mettere in risalto le forme sessuali, i cristiani dovrebbero essere cauti nell’adottare tali capi senza riflettervi affatto. Lo scopo dell’industria della moda è attirare il sesso opposto e suscitare desideri sensuali—motivazioni che sono contrarie alla chiamata cristiana alla modestia.

I non cristiani confermano la loro natura sessuale

Quando vengono interpellati, molti non cristiani ammettono apertamente che i jeans aderenti sono considerati “sexy”. È comune sentire persone commentare come tali indumenti mettano in risalto determinate caratteristiche fisiche, spesso con l’intento di attirare l’attenzione. Sondaggi e discussioni sulle piattaforme dedicate alla moda confermano che i jeans aderenti sono visti come uno strumento per aumentare l’attrattiva sessuale di una persona, e sia gli uomini sia le donne ne riconoscono la natura provocante.

Per i cristiani, il fatto che il mondo secolare veda e comprenda l’attrattiva sessuale dei jeans aderenti dovrebbe costituire un chiaro segnale d’allarme. Se persino i non cristiani considerano gli abiti aderenti uno strumento per suscitare concupiscenza, allora la Chiesa dovrebbe essere ancora più cauta nell’accettarli come “appropriati”.

Gli uomini cristiani ammettono la loro lotta contro la concupiscenza

Dalle conversazioni nei gruppi di uomini cristiani alle sessioni di consulenza pastorale, è ben noto che gli uomini spesso lottano contro la concupiscenza quando le donne indossano jeans aderenti che mettono in risalto le forme del corpo. Nel suo sermone sulla modestia, Albert N. Martin affronta con forza questa questione, dichiarando: “Alcune di voi vengono con pantaloni… che aderiscono ai glutei, si stringono intorno alle cosce e premono contro i vostri organi… non avete la minima idea di ciò che questo fa a molti uomini quando lo vedono.” Questa non è una questione soggettiva o insignificante; è una lotta ben nota negli ambienti cristiani. Molti uomini hanno raccontato come simili indumenti diventino una pietra d’inciampo, portando i loro pensieri lontano dalla santità e verso la concupiscenza.

Gesù rese chiaro che la concupiscenza è una questione seria, dicendo in Matteo 5:28: “Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.” Se gli uomini cristiani ammettono che i jeans aderenti provocano questo genere di concupiscenza, allora le donne hanno la responsabilità di considerare l’effetto dei propri abiti sugli altri.

La Parola di Dio sulla modestia e sulle pietre d’inciampo

La Sacra Scrittura dà chiare indicazioni su come i cristiani debbano praticare la modestia. In 1 Timoteo 2:9-10, Paolo esorta le donne a “vestirsi in modo decoroso, con pudore e modestia”. La chiamata alla modestia implica non attirare su di sé un’attenzione eccessiva. Indumenti come i jeans aderenti, progettati per accrescere l’attrattiva sessuale, sono in contrasto con questo principio.

Inoltre, Gesù mise in guardia dall’essere una pietra d’inciampo per gli altri. In Romani 14:13, Paolo esorta i cristiani a “non porre pietra d’inciampo o occasione di caduta davanti al fratello”. Se determinati indumenti fanno inciampare altri e li conducono al peccato, anche involontariamente, ai cristiani è comandato di non indossarli, per amore degli altri credenti.

L’abuso della “libertà cristiana”

In alcune chiese, l’idea della “libertà cristiana” viene spesso usata per giustificare l’uso di jeans aderenti o di altri abiti immodesti. Ma la libertà cristiana non dovrebbe mai essere una scusa per comportamenti che conducono gli altri al peccato. Giovanni Calvino, nella sua opera Istituzione della religione cristiana, sottolinea che la libertà cristiana è subordinata all’amore e all’edificazione degli altri, dichiarando: “La nostra libertà non deve servire come pretesto per soddisfare i desideri della carne o per diventare una pietra d’inciampo per gli altri.” (Libro III, capitolo 19).

Anche i puritani erano chiari sul fatto che i cristiani dovessero essere controculturali, non limitarsi semplicemente ad accettare le pratiche del mondo. Richard Baxter, nel suo Direttorio cristiano, scrive: “Se un abito è fatto per indurre gli altri alla concupiscenza, è peccaminoso per chi lo indossa proprio come lo sarebbe se intendesse indurre gli altri alla concupiscenza con le proprie parole o azioni.”

Nel nostro contesto moderno, i jeans aderenti sono spesso promossi come alla moda e accettabili, persino all’interno della Chiesa. Ma quando il loro stesso design è radicato nell’attrattiva sessuale, quando il mondo stesso li riconosce come sexy e quando gli uomini cristiani ammettono che costituiscono una pietra d’inciampo, è difficile giustificarli come abiti modesti sotto il pretesto della “libertà”.

La necessità che i cristiani conservatori giudichino biblicamente la cultura

Come cristiani, siamo chiamati a giudicare la cultura non secondo i suoi standard, ma secondo la Scrittura. L’apostolo Paolo ci dice in Romani 12:2: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente.” Dobbiamo discernere dove la cultura ci spinge verso l’immodestia e agire secondo i princìpi biblici.

La Confessione di Fede Battista di Londra (1689), pur non affrontando specificamente l’abbigliamento, chiama i credenti a vivere vite di santità (capitolo 13). Parte di questa santificazione consiste nell’onorare Dio con i nostri corpi e nell’aiutare gli altri a fare lo stesso vestendoci con modestia.

In conclusione, i jeans aderenti, progettati con un intento sessuale, sono riconosciuti sia dai non cristiani sia dagli uomini cristiani come capaci di suscitare concupiscenza. La Parola di Dio ci chiama alla modestia e a non far inciampare gli altri. Pertanto, i cristiani conservatori e riformati dovrebbero respingere questa tendenza e abbracciare uno standard biblico di modestia che rifletta pietà, umiltà e premura per i nostri fratelli e le nostre sorelle in Cristo.

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