Il modo di celebrare il Sacramento della Cena del Signore secondo John Calvin
Tratto e adattato da “Preces Ecclesiasticae”
Questo particolare testo liturgico proviene da John Calvin, ad eccezione della “Preghiera di Consacrazione”, che proviene dalla Liturgia di Ginevra, e del “Modo di separare gli Elementi”, che proviene dal Directory of Worship.
IL
MODO DI CELEBRARE
IL
Sacramento della Cena del Signore
Il servizio può essere introdotto con il canto di un inno sacramentale, seguito da queste preghiere.
Il Padre Nostro
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome. Venga il Tuo regno. Sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano. E rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori. E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Poiché Tuo è il regno, la potenza e la gloria, nei secoli. Amen.
Invocazione
O Dio pieno di grazia! il cui Figlio diletto ha offerto una volta per tutte il Suo corpo e il Suo sangue sulla croce per la remissione dei nostri peccati, e si degna di darceli come cibo e bevanda per la vita eterna: concedici la grazia, con cuori sinceri e desideri ardenti, di accogliere questa grande benedizione dalle Tue mani.
Fa’ che, mediante una fede viva, partecipiamo al Suo corpo e al Suo sangue, sì, a Lui stesso, vero Dio e vero uomo, quel solo pane disceso dal cielo che dà vita alle nostre anime.
Non permettere più che viviamo per noi stessi, secondo una natura corrotta e peccaminosa; ma fa’ che Egli viva in noi e ci conduca alla vita che è santa, beata e immutabile per sempre.
Così possiamo essere partecipi del nuovo ed eterno Testamento, che è il patto della grazia. E così rassicuraci della Tua volontà di essere sempre per noi un Padre misericordioso; non imputandoci i nostri peccati, ma, come Tuoi amati eredi e figli, provvedendo a tutte le cose necessarie al nostro bene, affinché, sia con le nostre opere che con le nostre parole, possiamo magnificare il Tuo Nome.
Rendici idonei, o Padre celeste! in questo tempo, a celebrare degnamente il benedetto ricordo del Tuo amato Figlio. Abilitaci a contemplare con frutto il Suo amore e a proclamare i benefici della Sua morte; affinché, ricevendo un nuovo aumento di forza nella Tua fede e in tutte le buone opere, possiamo con maggiore fiducia chiamarti Padre e gioire sempre in Te: per mezzo di Gesù Cristo, nostro Redentore. Amen.
Facciamo ora professione della nostra fede nella dottrina della religione cristiana, nella quale, per grazia di Dio, intendiamo vivere e morire.
Il Credo
Credo in Dio Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore; il quale fu concepito dallo Spirito Santo, nacque dalla vergine Maria, soffrì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò dai morti; salì al cielo e siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo; la santa Chiesa cattolica; la comunione dei santi; la remissione dei peccati; la risurrezione del corpo; la vita eterna. Amen.
Segue quindi l’Esortazione, preceduta dalle parole dell’istituzione, tratte da 1 Corinzi 11:23-30.
Esortazione
Ascoltate le parole dell’istituzione della Santa Cena del nostro Signore Gesù Cristo, così come sono trasmesse dall’Apostolo Paolo.
Infatti ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane; e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo, che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete questo calice, voi annunciate la morte del Signore finché Egli venga». Perciò, chiunque mangia questo pane o beve il calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. Ma ciascuno esamini se stesso, e così mangi di quel pane e beva di quel calice. Poiché chi mangia e beve indegnamente, mangia e beve una condanna per sé stesso, non discernendo il corpo del Signore.
Abbiamo udito, fratelli, in quale modo il nostro Signore celebrò la Cena tra i suoi discepoli; da ciò vediamo che coloro che non appartengono alla comunità dei fedeli non devono accostarsi ad essa. Pertanto, in obbedienza a questa regola, nel Nome e per l’autorità del nostro Signore Gesù Cristo, avverto tutti gli idolatri, i bestemmiatori, i disprezzatori di Dio, gli eretici, tutti coloro che si ribellano ai padri e alle madri, tutti coloro che sono sediziosi, litigiosi, offensivi, e tutti coloro che conducono una vita corrotta e malvagia: che si astengano da questa Tavola, affinché non profanino il sacro nutrimento che il nostro Signore dà solo ai Suoi fedeli servitori. Ciascuno di voi, dunque, secondo l’esortazione di San Paolo, esamini e metta alla prova la propria coscienza, per sapere se ha un vero ravvedimento e dolore per i suoi peccati; se desidera d’ora in poi vivere una vita santa e pia; e soprattutto se ripone tutta la sua fiducia nella misericordia di Dio e cerca tutta la sua salvezza in Gesù Cristo; e, rinunciando a ogni inimicizia e malizia, ha sinceramente e onestamente il proposito di vivere in armonia e amore fraterno con il suo prossimo.
Se abbiamo questa testimonianza nei nostri cuori davanti a Dio, non dobbiamo dubitare che Egli ci adotti come Suoi figli, e che il nostro Signore Gesù ci rivolga la Sua parola, ammettendoci alla Sua Tavola e presentandoci questo santo Sacramento, che Egli concede ai Suoi seguaci. E benché sentiamo in noi molte infermità e miserie, cioè che non abbiamo una fede perfetta e che non ci siamo dedicati a servire Dio con lo zelo che dovremmo, ma dobbiamo ogni giorno combattere contro le concupiscenze della nostra carne; tuttavia, poiché il Signore si è degnato nella Sua grazia di imprimere il Suo Vangelo nei nostri cuori, e ci ha resi capaci di resistere all’incredulità, e ci ha dato questo sincero desiderio di rinunciare ai nostri pensieri e seguire la Sua giustizia e i Suoi santi comandamenti: perciò siamo certi che i peccati e le imperfezioni che ancora rimangono non ci impediscono di essere ricevuti da Dio e resi degni partecipi di questo cibo spirituale. Infatti non veniamo a questa Cena per dichiarare che siamo perfetti e giusti in noi stessi; ma, al contrario, cercando la nostra vita in Gesù Cristo, riconosciamo di trovarci in mezzo alla morte. Consideriamo dunque questo Sacramento come una medicina per coloro che sono spiritualmente malati; e riteniamo che tutta la dignità che il nostro Signore richiede è questa: che riconosciamo veramente di essere addolorati per i nostri peccati, e che troviamo il nostro piacere, la nostra gioia e la nostra soddisfazione in Lui sopra ogni cosa.
Prima di tutto, dunque, dobbiamo credere a queste promesse che Gesù Cristo, che è la Verità infallibile, ha pronunciato con le Sue stesse labbra: che Egli è veramente disposto a renderci partecipi del Suo corpo e del Suo sangue, affinché noi Lo possediamo interamente, affinché Egli viva in noi e noi in Lui. E benché vediamo qui soltanto il pane e il vino, non dobbiamo dubitare che Egli compirà spiritualmente nelle nostre anime tutto ciò che esteriormente ci mostra per mezzo di questi segni visibili: Egli si dimostrerà il pane celeste, per nutrirci e sostenerci fino alla vita eterna. Non siamo dunque ingrati verso l’infinita bontà del nostro Signore, che dispiega tutte le Sue ricchezze a questa Tavola per distribuirle tra noi. Poiché, nel donarsi a noi, Egli testimonia che tutto ciò che Egli ha è nostro. Riceviamo anche questo Sacramento come un pegno che la virtù della Sua morte e passione ci è imputata come giustizia; come se avessimo sofferto noi stessi. Nessuno dunque si ritiri perversamente, quando Gesù lo invita con dolcezza mediante la Sua Parola; ma, considerando la dignità del Suo prezioso dono, presentiamoci a Lui con ardente zelo, affinché Egli ci renda capaci di riceverlo.
E ora, a questo fine, elevate i vostri pensieri e i vostri cuori in alto, dove Cristo dimora nella gloria del Padre Suo, da dove aspettiamo la Sua venuta per la nostra redenzione. Non fermatevi su questi elementi terreni e corruttibili che vediamo davanti ai nostri occhi e tocchiamo con le nostre mani, per cercarLo in essi, come se fosse racchiuso nel pane o nel vino. Accontentatevi di avere questo pane e questo vino come segni e testimonianze; cercando spiritualmente la realtà che la Parola di Dio ha promesso che troveremo. Poiché solo allora le nostre anime saranno disposte a desiderare nutrimento e vita dalla Sua sostanza, quando saranno elevate al di sopra di tutte le cose terrene, fino al cielo stesso, ed entreranno nel regno di Dio, dove Egli dimora.
La Preghiera di Consacrazione
Signore Dio! Padre del nostro Signore Gesù Cristo! Tu che sei bontà infinita e amore perfetto! Noi Ti offriamo il sacrificio della nostra lode e l’offerta del nostro ringraziamento, per il Tuo inestimabile dono nell’aver mandato il Tuo Figlio nel mondo; per averLo dato alla morte per tutti noi; e per averci invitati a partecipare ai frutti della Sua espiazione, alla Tavola di questo santo convito. Signore! che cosa siamo noi, per ricevere tali benefici inestimabili dalla Tua mano? E come potremo degnamente manifestare la nostra gratitudine verso di Te? I cieli e la terra, o Signore, sono pieni delle testimonianze della Tua bontà; ma soprattutto manifesti il Tuo amore in questo: che mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Accetta, o Signore nostro Dio, l’omaggio del Tuo popolo adorante. E concedi che noi, partecipando a questo santo Sacramento, al quale siamo ammessi per la Tua grazia, possiamo ora unirci al nostro Salvatore con i vincoli di una fede viva e di una vera santità; affinché non viviamo più per noi stessi, ma Egli viva in noi, conducendoci a quella vita beata che non avrà fine.
Padre delle misericordie! che non hai risparmiato il Tuo Figlio unigenito, ma Lo hai dato alla morte per tutti noi; e ci hai introdotti nella Sua comunione affinché possiamo ottenere la vita eterna: noi Tuoi servi, con viva consapevolezza del Tuo prezioso dono, ora consacriamo interamente noi stessi a Te. Ti presentiamo i nostri corpi e le nostre anime come sacrificio vivente e santo. E poiché Tu ci hai amati così tanto, riconosciamo di essere obbligati ad amarci gli uni gli altri. Imprimi nei nostri cuori, o Dio, queste sante disposizioni: affinché, celebrando così il ricordo del Tuo caro Figlio, la nostra fede cresca forte, la nostra carità aumenti, la nostra santificazione progredisca e sia portata a compimento, finché siamo resi idonei all’eredità dei Tuoi santi nella luce eterna. Ascoltaci, o Padre delle misericordie! chiediamo ogni cosa nel Nome del Tuo amato Figlio Gesù Cristo nostro Signore: al quale, come a Te e allo Spirito Santo, unico Dio, sia onore, lode e gloria, ora, da ora in poi e per sempre.
Amen.
Poi il Ministro deve prendere il pane e spezzarlo alla vista del popolo, dicendo:
Il nostro Signore Gesù Cristo, nella stessa notte in cui fu tradito, prese del pane; e dopo averlo benedetto e spezzato, lo diede ai Suoi discepoli; come io, ministrando nel Suo Nome, do questo pane a voi, dicendo: [qui il pane deve essere distribuito] Prendete, mangiate: questo è il Mio corpo, che è spezzato per voi; fate questo in memoria di Me.
Dopo aver dato il pane, prenderà il calice e dirà:
Allo stesso modo anche il nostro Salvatore prese il calice; e, dopo aver reso grazie, come è stato fatto nel Suo Nome, lo diede ai discepoli, dicendo: [qui il calice deve essere distribuito] Questo calice è il nuovo patto nel Mio sangue, che è sparso per molti per la remissione dei peccati: bevetene tutti. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete questo calice, annunciate la morte del Signore finché Egli venga.
Il Ministro stesso deve comunicarsi nel momento che riterrà più opportuno.
Poi si canti un inno eucaristico.
Dopo questo si può fare una colletta per i poveri.
Quindi il Ministro deve pregare e rendere grazie a Dio.
Ringraziamento
Padre celeste! Ti rendiamo eterna lode e grazie, perché a noi poveri peccatori hai concesso un beneficio così grande, introducendoci nella comunione del Tuo Figlio Gesù Cristo nostro Signore. Avendolo dato alla morte per noi, Lo hai dato come nostro cibo e nutrimento per la vita eterna. Concedici ora la grazia di non dimenticare mai queste cose; ma, portandole impresse nei nostri cuori, possiamo avanzare e crescere in quella fede che è efficace per ogni buona opera. Così il resto della nostra vita sia ordinato e vissuto per la Tua gloria e per il bene del nostro prossimo: per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore; il quale con Te, o Padre, e con lo Spirito Santo, vive e regna nell’unità della Deità, nei secoli dei secoli.
Amen.
Benedizione
Ora il Dio della pace, che ha risuscitato dai morti il nostro Signore Gesù, quel grande Pastore delle pecore, mediante il sangue del patto eterno, vi renda perfetti in ogni opera buona per compiere la Sua volontà, operando in voi ciò che è gradito ai Suoi occhi, per mezzo di Gesù Cristo; al quale sia gloria nei secoli dei secoli.
Amen.