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Trarre profitto dalla Parola di Dio
Del puritano Thomas Watson (1620–1686)
Questo è l’ultimo articolo del classico studio in due parti sul modo corretto di leggere la Bibbia, la santa Parola di Dio. L’autore è il puritano Thomas Watson, pastore e insegnante del XVII secolo.
La maggior parte di questo studio contiene direttive su come leggere la Bibbia.
Nella prima parte sono state date le seguenti direttive:
- Rimuovi quelle cose che impediscono di trarre profitto dalla lettura della Scrittura.
- Prepara il cuore alla lettura della Parola.
III. Leggi la Bibbia con riverenza.
- Leggi in ordine i libri della Scrittura.
- Acquisisci una corretta comprensione della Scrittura.
- Leggi la Parola con serietà.
VII. Impegnati a ricordare ciò che leggi.
VIII. Medita su ciò che leggi.
- Accostati alla lettura della Scrittura con cuore umile.
- Credi alla Parola scritta.
- Abbi un’alta stima della Scrittura.
XII. Coltiva un amore ardente per la Parola.
Da questo punto proseguiamo il nostro studio. Il Signore vi benedica mentre leggete e mettete in pratica questo studio.
Come possiamo leggere la Scrittura per trarne il massimo profitto spirituale?
«La terrà presso di sé e la leggerà tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere l’Eterno, il suo DIO, e a mettere in pratica tutte le parole di questa legge e questi statuti» (Deuteronomio 17:19).
DIRETTIVA XIII. Leggete la Parola con cuore onesto. Cristo parla di «cuori onesti» (Luca 8:15).
DOMANDA. «Che cosa significa leggere la Parola con cuore onesto?»
RISPOSTA 1. Significa leggere con un cuore disposto a conoscere tutto il consiglio di Dio. Un cuore buono non desidera che gli sia nascosta alcuna verità, ma dice come Giobbe: «Mostrami ciò che non riesco a vedere» (Giobbe 34:32). Quando gli uomini accettano o rifiutano le verità della fede secondo il proprio piacere, fanno alcune delle cose che la Parola richiede loro, ma non ne fanno altre. Questi hanno cuori malsani e non traggono profitto dalla Sacra Scrittura. Sono simili a un paziente al quale il medico ha prescritto una medicina amara e uno sciroppo: beve lo sciroppo, ma rifiuta la medicina.
RISPOSTA 2. Leggere la Parola con cuore onesto significa leggerla affinché, per mezzo di essa, diventiamo migliori. La Parola è il mezzo e lo strumento della santificazione, e noi la leggiamo non semplicemente per essere illuminati, ma affinché ci santifichi: «Santificali nella tua verità» (Giovanni 17:17). Alcuni vanno alla Bibbia come si va in un giardino a raccogliere fiori, cercandovi bei pensieri. Agostino confessa che, prima di essere salvato, andava ad ascoltare Ambrogio più per l’eleganza del suo modo di parlare e per i suoi pensieri insoliti che per l’aspetto spirituale della questione. È come una donna che si dipinge il volto, ma trascura la propria salute. Avere un cuore onesto significa, invece, accostarsi alle Scritture come Naaman alle acque del Giordano, per essere guariti dalla nostra lebbra. «Oh», dice l’anima, «possa questa spada dello Spirito trafiggere la roccia del mio cuore; possa questa Parola benedetta avere una virtù simile a quella dell’acqua della gelosia, per uccidere e produrre frutto (cfr. Numeri 5:27–28); possa essa uccidere il mio peccato e rendermi fecondo nella grazia».
DIRETTIVA XIV. Impara ad applicare a te stesso le Scritture. Ricevi ogni parola come se fosse rivolta a te. Quando la Parola folgora contro il peccato, pensa: «Dio intende il mio peccato». Quando parla di qualche dovere, pensa: «Dio intende me». Molti non applicano a sé la Scrittura, come se essa parlasse soltanto di coloro che vivevano al tempo in cui fu scritta. Ma, se volete trarre profitto dalla Parola, applicatela a voi stessi: una medicina non farà alcun bene se non viene assunta.
I santi dell’antichità ricevevano la Parola come se fosse rivolta a loro per nome. Quando il re Giosia udì le minacce scritte nel libro di Dio, le applicò a se stesso: «Si stracciò le vesti» e umiliò la sua anima «davanti all’Eterno» (2 Re 22:11,13).
DIRETTIVA XV. Prestate attenzione alle parti della Parola che contengono precetti, così come a quelle che contengono promesse. I precetti contengono in sé dei doveri, come le vene trasportano il sangue; le promesse contengono in sé consolazione, come le arterie trasportano l’ossigeno. Serviti dei precetti per essere guidato, così come delle promesse per essere consolato. Coloro che fissano gli occhi sulla promessa trascurando il comandamento non vengono edificati dalla Scrittura; sono più inclini alla consolazione che al dovere. Mancano la vera consolazione, come Apollo abbracciò l’alloro al posto di Dafne, la sua compagna. Il corpo può gonfiarsi tanto per l’aria quanto per la carne: un uomo può essere colmo di falsa consolazione come può esserlo di consolazione vera e reale.
DIRETTIVA XVI. Soffermati a lungo sui passi della Scrittura che sono ricchi di contenuto. L’ape si posa sui fiori dai quali può succhiare più nettare. Sebbene tutte le parti della Scrittura siano eccellenti, alcune di esse possono avere maggiore rilievo: sono più chiare e penetranti. Leggere i nomi delle tribù o le genealogie dei patriarchi non ha la stessa importanza della fede e delle «nuove creature» (2 Corinzi 5:17). Presta attenzione alle magnalia legis, «le grandi cose della legge» (Osea 8:12). Coloro che leggono soltanto per soddisfare la curiosità si limitano a occuparsi di qualcosa, anziché trarne vero profitto. Temo che l’interesse per il regno temporale di Cristo abbia indebolito il Suo regno spirituale nei cuori di alcuni uomini.
DIRETTIVA XVII. Confronta te stesso con la Parola. Esamina quanto la Scrittura e il tuo cuore concordino; regola il tuo orologio secondo questo sole. I vostri cuori sono, per così dire, una trascrizione e un riflesso della Scrittura? La Parola è stata riprodotta nei vostri cuori? La Parola richiede umiltà: non siete soltanto umiliati, ma siete umili? La Parola richiede la nuova nascita (Giovanni 3:7): portate su di voi la firma e l’incisione dello Spirito Santo? Avete un cuore trasformato? Non soltanto un cambiamento morale, ma spirituale? È avvenuto in voi un cambiamento tale che sembra dimorare nel vostro corpo un’altra anima? «Tali eravate già alcuni di voi; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati» (1 Corinzi 6:11).
La Parola richiede amore per i santi (1 Pietro 1:22): amate la grazia ovunque la vediate? Amate la grazia tanto nel povero quanto nel ricco? Al figlio piace vedere il ritratto di suo padre, anche se non è racchiuso in una bella cornice. Amate la grazia anche quando è mescolata con delle debolezze, come amiamo l’oro sebbene sia mescolato con le scorie? Dobbiamo porre l’una di fronte all’altro la Parola e il nostro cuore, per vedere quanto concordino: questo ci sarà di grandissimo vantaggio. In questo modo giungiamo a vedere l’aspetto e la condizione delle nostre anime e quali prove e attestazioni possediamo per il Cielo.
DIRETTIVA XVIII. Presta particolare attenzione a quelle parti della Scrittura che parlano alla tua situazione specifica. Grande considerazione deve essere accordata a quei passi della Scrittura che si rivolgono in modo particolare alla condizione nella quale ci troviamo. Menzionerò soltanto tre casi: 1. Afflizione; 2. Abbandono; 3. Peccato.
CASO I. Primo: l’afflizione
Dio ha forse stretto la tua catena? Consulta queste Scritture: «Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli» (Ebrei 12:7; si vedano anche Giobbe 36:8–9; Deuteronomio 8:15; 1 Re 11:39; Salmo 89:30–33; Ebrei 12:10–11; Salmo 37:39; Romani 8:28; 1 Pietro 1:6–7; 2 Cronache 33:11–13; Apocalisse 3:19; 2 Corinzi 4:16; Giobbe 5:17; Michea 6:9).
«Perciò in questo modo sarà espiata l’iniquità di Giacobbe, e questo sarà tutto il frutto della rimozione del suo peccato» (Isaia 27:9). «La vostra tristezza sarà cambiata in gioia». I francesi hanno un frutto che chiamano uve de spine, «uva della spina». Dio fa scaturire la gioia dall’afflizione: questa è la nostra mora. «Infatti la nostra leggera afflizione, che è solo per un momento, produce per noi uno smisurato, eccellente peso eterno di gloria» (2 Corinzi 4:17). L’orafo pone il suo oro sopra colori neri: Dio pone prima il colore nero dell’afflizione e poi il colore dorato della gloria.
CASO II. Secondo: l’abbandono
Le tue consolazioni spirituali hanno subìto un’eclissi? «In uno scoppio d’ira ti ho nascosto per un momento la mia faccia, ma con amore eterno avrò compassione di te, dice l’Eterno, il tuo Redentore» (Isaia 54:8; si vedano anche Lamentazioni 3:31–33; Salmi 106:6,9; 103:9; Marco 15:34; Isaia 8:17; 49:15; 50:10; 54:10; 2 Corinzi 7:6).
Il sole può essere coperto da una nube, ma non è scomparso dal cielo; Dio può nascondere il Suo volto, ma non ha abbandonato il patto. «Poiché io non contenderò per sempre né sarò adirato in eterno, altrimenti davanti a me verrebbero meno lo spirito e le anime che ho fatto» (Isaia 57:16). Dio è simile a un musicista: non tenderà le corde del liuto più del necessario, altrimenti si spezzerebbero. «La luce è sorta per il giusto» (Salmo 97:11). La consolazione di un santo può rimanere nascosta come un seme nella terra, ma alla fine germoglierà in una gioiosa mietitura.
CASO III. Terzo: il peccato
- Sei tentato dalla concupiscenza? Leggi Galati 5:24; Giacomo 1:15; 1 Pietro 2:11: «Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dalle carnali concupiscenze che guerreggiano contro l’anima». Il peccato uccide mentre abbraccia. «Ed ecco gli venne incontro una donna vestita da prostituta e astuta di cuore. Egli la seguì subito, come un bue va al macello, come uno stolto al ceppo per essere punito, finché una freccia gli trapassò il fegato; egli si affrettò come un uccello verso il laccio, senza sapere che era teso contro la sua vita», e così via (Proverbi 7:10,22–23). «La bocca della donna adultera è una fossa profonda; colui contro il quale l’Eterno è adirato vi cadrà». Va’ alle acque del santuario per spegnere il fuoco della concupiscenza.
- Sei sotto il potere dell’incredulità? Leggi Isaia 26:3: «Tu conserverai in una pace perfetta colui la cui mente rimane ferma in te, perché confida in te». Il signor Bolton racconta di un’anima turbata che, mentre giaceva malata a letto, trovò grande consolazione in questo passo: «La parola dell’Eterno è purificata col fuoco. Egli è lo scudo di tutti quelli che si rifugiano in lui» (2 Samuele 22:31; si vedano anche Sofonia 3:12; Salmi 43:22; 55:22; 32:10; Marco 9:23; 1 Pietro 5:7). «Affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna» (Giovanni 3:15).
L’incredulità è un peccato che oltraggia pubblicamente Dio: «Chi non crede a Dio, lo ha fatto bugiardo, perché non ha creduto alla testimonianza che Dio ha reso circa il proprio Figlio». È un peccato che uccide l’anima: «Chi invece non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui» (Giovanni 3:36).
Così, mentre leggi, cerca le Scritture che sono rem acu tangere, che «parlano alla tua situazione particolare». Sebbene si debba leggere tutta la Bibbia, abbi cura di porre una stella speciale sopra quei testi che parlano più direttamente alla tua condizione.
DIRETTIVA XIX. Presta particolare attenzione agli esempi della Scrittura. Appropriati degli esempi altrui; fanne dei sermoni viventi.
- Osserva gli esempi dei giudizi di Dio sui peccatori. Essi sono appesi in catene come oggetti di terrore. Quanto severamente Dio ha punito i superbi! Nebukadnetsar mangiò l’erba; Erode fu divorato dai vermi. Quali piaghe Dio ha fatto venire sugli idolatri! (Si vedano Numeri 25:3–5,9; 1 Re 14:9–11). Quale rapido testimone Egli è stato contro i bugiardi! (Si vedano Atti 5:5,10). Questi esempi sono posti come segnali nel mare, affinché siano evitati (si vedano 1 Corinzi 10:11; Giuda 7).
- Osserva gli esempi della misericordia di Dio verso i santi. Geremia fu preservato nella prigione sotterranea, i tre giovani nella fornace ardente e Daniele nella fossa dei leoni. Questi esempi sono incentivi alla fede e incoraggiamenti alla santità.
DIRETTIVA XX. Non smettere di leggere la Bibbia finché il tuo cuore non si sia riscaldato. «Non dimenticherò mai i tuoi comandamenti, perché per mezzo di essi tu mi hai dato la vita» (Salmo 119:93). Non leggere la Parola soltanto come una storia, ma impegnati a esserne toccato. Non lasciare che essa si limiti a informarti, ma fa’ che accenda il fuoco nel tuo cuore. «La mia parola non è forse come il fuoco?», dice l’Eterno (Geremia 23:29). Non allontanarti dalla Parola finché tu non possa dire come i discepoli: «Non ardeva il nostro cuore dentro di noi?»
DIRETTIVA XXI. Metti in pratica ciò che leggi. «Metto in pratica i tuoi comandamenti» (Salmo 119:166). Lo studente di medicina non si accontenta di leggere un sistema o un trattato di medicina, ma la pratica: il sangue vitale della fede è la pratica. Così il testo dice che il re «leggerà» il libro della legge «tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere l’Eterno, il suo Dio, e a mettere in pratica tutte le parole di questa legge e questi statuti» (Deuteronomio 17:19).
I cristiani devono essere Bibbie viventi. Senofonte disse: «Molti leggono le leggi di Licurgo, ma pochi le mettono in pratica». La Parola scritta non è soltanto la norma della conoscenza, ma anche la norma dell’ubbidienza. Davide chiama la Parola di Dio «una lampada al mio piede» (Salmo 119:105). Essa non era soltanto una luce per gli occhi, affinché vedessero, ma anche per i piedi, affinché camminassero per mezzo di essa.
Mediante la pratica mettiamo a frutto il talento della conoscenza e lo trasformiamo in guadagno. Questo è il modo benedetto di leggere la Scrittura: fuggire dai peccati che la Parola proibisce e impegnarsi nei doveri che essa comanda. Leggere senza mettere in pratica non sarà altro che una torcia che illuminerà agli uomini la strada verso l’Inferno.
DIRETTIVA XXII. Avvaliti dell’ufficio profetico di Cristo. Egli è «il Leone della tribù di Giuda, la Radice di Davide», che «ha vinto per aprire il libro e sciogliere i suoi sette sigilli» (Apocalisse 5:5). Cristo insegna in modo da vivificare. «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Giovanni 8:12).
Il filosofo afferma che «la luce e il calore vanno insieme». In questo caso è vero: quando Cristo entra nell’anima con la Sua luce, insieme con essa viene il calore della vita spirituale. Cristo ci fa gustare la Parola. «Non mi sono allontanato dai tuoi decreti, perché tu stesso mi hai ammaestrato. Quanto sono dolci le tue parole al mio palato! Sono più dolci del miele alla mia bocca» (Salmo 119:102–103).
Una cosa è leggere una promessa; un’altra è «gustarla». Coloro che desiderano trarre profitto dalla Scrittura prendano Cristo come loro maestro. «Allora aprì loro la mente, perché comprendessero le Scritture» (Luca 24:45). Cristo non si limitò ad aprire le Scritture, ma «aprì loro la mente».
DIRETTIVA XXIII. Frequenta assiduamente la soglia del santuario.
(L’idea è quella di essere il più regolari possibile nel recarsi in chiesa per ascoltare la Parola di Dio.)
Applicati diligentemente all’ascolto della Parola: «Beato l’uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte e custodendo gli stipiti delle mie porte» (Proverbi 8:34). I ministri sono gli interpreti di Dio; è loro compito spiegare e illuminare le parti difficili della Scrittura. Leggiamo i loro scritti per approfondire e fare luce sui passi difficili.
Leggiamo di «trombe e brocche vuote, con delle torce dentro le brocche» (Giudici 7:16). I ministri sono vasi «di terra» (2 Corinzi 4:7); ma questi vasi contengono torce che illuminano le anime immerse nelle tenebre.
DIRETTIVA XXIV. Prega Dio affinché ti conceda di trarre profitto. «Io sono l’Eterno, il tuo Dio, che ti insegna per il tuo bene» (Isaia 48:17). Prega continuamente come Davide: «Apri i miei occhi, e contemplerò le meraviglie della tua legge» (Salmo 119:18).
Prega affinché Dio rimuova il velo che ricopre la Scrittura, perché tu possa crederla. Prega affinché Dio ti dia non soltanto la Sua Parola come norma della santità, ma anche la Sua grazia come principio della santità. Chiedi l’aiuto dello Spirito Santo: «Hai dato loro il tuo buono Spirito per istruirli» (Neemia 9:20).
Sebbene una nave possieda una bussola per guidarla e le funi siano manovrate, essa non può navigare senza un vento favorevole. Allo stesso modo, sebbene abbiamo la Parola scritta come bussola e adoperiamo le funi, non possiamo navigare con profitto se lo Spirito Santo non soffia su di noi.
Quando l’Onnipotente è per noi come «la rugiada», allora «fioriamo come il giglio» e la nostra «bellezza sarà come quella dell’ulivo» (Osea 14:5–6). Chiedi l’unzione dello Spirito Santo (cfr. 1 Giovanni 2:20).
Un uomo può vedere le cifre e le lancette di una meridiana, ma non può conoscere l’ora se il sole non risplende. Noi possiamo leggere molte verità nella Bibbia, ma non possiamo conoscerle in modo salvifico se lo Spirito Santo non risplende sulle nostre anime (cfr. 2 Corinzi 4:6). Lo Spirito è «lo Spirito di sapienza e di rivelazione» (Efesini 1:17).
Quando Filippo salì sul carro dell’eunuco, questi comprese la Scrittura (cfr. Atti 8:29–35). Quando lo Spirito di Dio si unisce alla Parola, allora la Parola diviene efficace per la salvezza.
Se queste direttive vengono osservate, mediante la benedizione di Dio la Parola scritta diverrà la «Parola innestata» (Giacomo 1:21). Una buona marza, innestata su un tronco cattivo, ne cambia la natura e lo rende capace di produrre frutti dolci e abbondanti. Allo stesso modo, quando la Parola viene innestata in modo salvifico nei cuori degli uomini, li santifica e li induce a produrre «frutti di giustizia» (Filippesi 1:11).
Così ho risposto alla domanda: come possiamo leggere la Bibbia per trarne il massimo profitto spirituale?
Concluderò con due deduzioni
- Non accontentarti di una lettura superficiale della Bibbia, ma impegnati a ricavarne profitto e beneficio spirituale. Trascrivi la Parola nel tuo cuore: «La legge del suo Dio è nel suo cuore» (Salmo 37:31). Non smettere finché la Parola non sia stata assimilata in te.
I cristiani che traggono profitto dalla lettura del libro di Dio sono i migliori cristiani viventi: corrispondono al costo sostenuto da Dio, rendono credibile la fede e salvano le loro anime.
- Voi che avete tratto profitto dalla lettura della Sacra Scrittura, adorate la grazia particolare di Dio. Benedite Dio perché non soltanto vi ha portato la luce, ma vi ha anche aperto gli occhi per vederla; perché ha aperto il Suo tesoro nascosto e vi ha arricchiti della conoscenza che conduce alla salvezza.
Alcuni periscono perché non possiedono la Scrittura; altri perché non la mettono in pratica. Che Dio passi accanto a milioni di persone nel mondo e che la sorte del Suo amore elettivo cada su di me; che la Scrittura, come la colonna di nube, sia tenebre per altri, ma luce per te; che per altri sia una «lettera morta», mentre per te abbia il «profumo della vita»; che Cristo non sia soltanto rivelato a te, ma in te (cfr. Galati 1:16): quanto dovresti essere rapito in una santa estasi di meraviglia!
Quanto dovresti desiderare di avere i cuori dei serafini, ardenti d’amore per Dio, e le voci degli angeli, per far risuonare i cieli delle lodi di Dio!
OBIEZIONE. Alcune persone pie, tuttavia, possono dire di temere di non trarre profitto dalla Parola che leggono.
RISPOSTA. Come nel corpo, quando sopraggiunge una lipotimia, cioè un venir meno delle funzioni vitali, si somministrano dei rimedi, così permettetemi di offrire alcuni rimedi fondamentali a coloro che stanno quasi per svenire a causa del timore di non trarre profitto.
- Puoi trarre profitto dalla Parola, sebbene non nella stessa misura degli altri. La terra che produsse soltanto il trenta per uno era comunque «buona terra» (Matteo 13:8). Non dire di non trarre profitto perché non sei alla pari con altri santi eminenti. Alcuni furono annoverati fra i valorosi di Davide, sebbene non raggiungessero l’onore dei primi tre (cfr. 2 Samuele 23:19,22–23).
- Puoi trarre profitto dalla lettura della Parola, anche se non sei pronto e rapido nel comprendere. Alcuni ritengono di non trarre profitto perché sono lenti a capire. Quando il nostro benedetto Salvatore predisse le Sue sofferenze, persino gli apostoli «non compresero queste parole; esse erano loro nascoste» (Luca 9:45).
L’autore dell’Epistola agli Ebrei parla di alcuni che erano «diventati duri d’orecchi» (Ebrei 5:11); eppure appartenevano agli eletti. Coloro che possiedono un discernimento più debole possono avere un amore più grande. Lea aveva gli occhi delicati, eppure era feconda.
Un cristiano può non essere intellettualmente molto pronto né rapido nell’afferrare le cose; tuttavia, quella poca conoscenza che possiede lo preserva dal peccato, come un uomo dalla vista debole riesce comunque a evitare di cadere nell’acqua.
- Puoi trarre profitto dalla lettura della Scrittura, anche se non possiedi una memoria eccellente. Molti si lamentano di avere una memoria debole. Cristiano, sei rattristato perché non riesci a ricordare di più? Allora, per tua consolazione:
(1) Puoi avere un cuore buono, sebbene tu non abbia una memoria altrettanto buona.
(2) Sebbene tu non ricordi tutto ciò che leggi, ricordi tuttavia le cose principali e più necessarie. Non mangiamo ogni genere di vivanda, ma ne assumiamo abbastanza da essere nutriti.
Per il cristiano è come per una lampada. Sebbene la lampada non sia piena d’olio, può tuttavia contenerne abbastanza per fare luce. Allo stesso modo, sebbene la tua memoria non sia piena di versetti, puoi ricordarne abbastanza perché il tuo amore arda per Dio.
Fatti dunque coraggio: stai traendo profitto da ciò che leggi. Presta attenzione a questo versetto incoraggiante: «Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto» (Giovanni 14:26).